Bilancio della ricostruzione
Sisma centro Italia, Castelli: “Tante famiglie sono tornate a casa. Segnali positivi anche sull’occupazione”
Come ha spiegato il commissario del governo alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto nel centro Italia dal 2016 con l'ultimo decreto dell'Esecutivo «viene archiviata la fase emergenziale». Per la ripresa economica dei territori colpiti sono stati stanziati 100 milioni di euro destinati alle imprese
Quella di Amatrice e dei luoghi colpiti dal terremoto nel centro Italia nell’estate del 2016 «non è una mera ricostruzione fisica, ma anche economica, sociale e di sviluppo. Con il progetto Next Appennino ci siamo concentrati sulle infrastrutture, sulla transizione digitale e sulla creazione di una nuova economia». A dirlo in un’intervista a Il Giornale è stato Guido Castelli, senatore di FdI e commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto nel centro Italia dal 2016 al 2017, che ha evidenziato i traguardi raggiunti fino ad ora dall’arrivo del governo Meloni nel 2022. In un’altra intervista a La Repubblica, Castelli ha parlato anche di Amatrice, uno dei comuni laziali più colpiti, il cui centro ha riaperto da poco dopo essere stato messo in sicurezza.
I traguardi del governo Meloni a dieci anni dal terremoto nel centro Italia
Castelli, che il Secolo d’Italia ha intervistato nei giorni scorsi proprio in vista dell’anniversario di oggi, ha fornito i dati sui traguardi raggiunti dal governo Meloni nella manutenzione della città: «Dopo il Covid, con la nuova gestione commissariale che rappresento, abbiamo impresso un vero cambio di passo visibile nei numeri: 15 mila abitazioni private già ricostruite e altre 10 mila in corso. Sono stati liquidati 8 miliardi e dal 2023 abbiamo impegnato circa il 70% delle risorse sulle 36 mila richieste presentate, per un impegno complessivo di circa 12 miliardi». Ma non solo, perché «I nuclei familiari ancora fuori dalle loro abitazioni sono scesi da 14.200 a circa 8.760. Anche il patrimonio pubblico è oggetto di un grande intervento: 3.600 misure per un valore di 4,5 miliardi».
I dati che raccontano il cambiamento
I dati sull’occupazione citati dal commissario di governo raccontano di un cambiamento: «Sono numeri molto incoraggianti. Nei comuni delle Marche, per esempio, abbiamo un miglioramento dell’occupazione del 6% superiore alla media nazionale. I costi del lavoro sono aumentati del 12% negli ultimi tre anni e il saldo tra attivazioni e cessazioni è positivo da quattro anni consecutivi. Anche il reddito medio per contribuente è cresciuto: tra il 2021 e il 2023 è arrivato a superare i 22.500 euro, con una crescita del 19%. Questo ci dice che la ricostruzione può essere un vero booster».
La ricostruzione e l’archiviazione della fase emergenziale
Quanto alla ricostruzione pubblica, il commissario ha spiegato che «è stato aumentato di 1,5 miliardi il nostro plafond. E con il decreto legge 144 del 7 agosto è stata rifinanziata anche la ricostruzione privata. Dal punto di vista delle risorse, quindi, devo ringraziare il governo, che ha sempre mantenuto alta l’attenzione». Inoltre, con il nuovo decreto dell’esecutivo «viene archiviata la fase emergenziale. Tutte le attività che erano ancora in capo alla Protezione civile vengono trasferite alla struttura commissariale e stabilizziamo il sistema della ricostruzione».
I fondi per la ricostruzione
Come ha spiegato Castelli, «i primi anni sono stati complessi, anche a causa della burocrazia e del confronto tra modelli diversi, quello emiliano e quello dell’Aquila». Ma adesso c’è un cambio di passo, dal momento che tra i settori che stanno reagendo meglio alla ripresa ci sono «l’edilizia, ma anche i servizi collettivi e personali, la ricettività e la ristorazione, l’istruzione e la sanità. Sono proprio le attivazioni più consistenti e rappresentano segnali di un ritorno alla normalità».
C’è anche qualcosa di altrettanto importante che non si può trascurare: «Ci vogliono le imprese». E infatti attraverso Laboratorio Appennino sono stati destinati «circa 100 milioni» a tutti tipi d’azienda, per fare in modo che si crei «un ecosistema nel quale infrastrutture, formazione, ricerca, imprese e servizi lavorino insieme». Comunque sia, tra gli impegni presi dall’esecutivo nella riqualificazione dei territori c’è anche la costruzione dei data center «che possono diventare un’infrastruttura strategica per portare sviluppo, lavoro e nuove competenze e contribuire a contrastare lo spopolamento. La ricostruzione, insomma, sta ricostruendo anche una comunità».
Gli obiettivi per il futuro e quelli raggiunti fino ad ora
Il commissario ha poi spiegato che tra gli obiettivi della ricostruzione c’è il raggiungimento del «cambio di passo anche ai luoghi che sono stati maggiormente devastati dal terremoto» e «stabilità alla ricostruzione al netto di quello che accade nel mondo». Ma il vero grande obiettivo rimane quello di «riportare a casa tutti». Infine, Castelli ha spiegato che il dossier “Ricostruire e prevenire” non si limita «a riparare un danno ma ricostruire con sistemi adatti. L’Appennino è bellissimo, ma è fragile. Dobbiamo essere pronti alla prossima offesa e fare in modo che non produca vittime».