Schengen sospeso 1 mese
Caos Ceuta, Piantedosi: “È la stessa Spagna a parlare di un nuovo tentativo di invasione il 15 agosto”
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi risponde agli attacchi della Spagna citando leggi e fatti. E la decisione dell’Italia di sospendere Schengen con la Spagna dopo il caos a Ceuta «È una misura consentita dai regolamenti dell’Unione europea, sicuramente di carattere eccezionale e straordinario, che può essere rimessa agli Stati membri quando ci sono delle condizioni di potenziale pericolo per la sicurezza nazionale. Ed è difficile non immaginare che queste condizioni non sussistano adesso, tenendo presente che noi abbiamo adottato questa misura per un mese, in considerazione di quello che si è visto. Gli stessi organi di intelligence e di sicurezza spagnoli hanno dichiarato che è abbastanza fondato quell’appello che è stato fatto a ripetere questo tentativo di invasione il prossimo 15 agosto. Mi auguro che questo non avvenga».
Controlli mirati e selettivi
In una intervista a Libero Quotidiano il ministro dell’Interno, ripercorre gli eventi degli ultimi giorni in Spagna e ricorda che nella pratica la misura adottata dal governo Meloni «È fatta con modalità mirate, selettive, dirette a coloro i quali non sono appartenenti a paesi dell’Ue. Ritengo che questa reazione scomposta che è stata fatta anche nel dibattito nazionale sia legata solo al fatto che evidentemente si ritiene un governo come quello spagnolo, a guida socialista, come intangibile».
In ogni caso per Piantedosi «L’Europa sta prendendo atto che il fenomeno migratorio non è più qualcosa che può essere affrontato prescindendo dalla dimensione epocale di questo fenomeno. Troppo a lungo è stato sottovalutato e ridotto ad un problema che poteva riguardare i singoli Stati membri. Lì permane ancora una condizione di difficoltà perché i dati del governo spagnolo parlano di 2/3000 persone ancora presenti, ma fonti giornalistiche arrivano fino a 5/6.000 a Ceuta. Poteva succedere qualche volta pure a noi: abbiamo avuto ricorrenti crisi a Lampedusa nel 2011-2012».
La lotta all’immigrazione clandestina e il modello italiano
Un tema, quello degli sbarchi, che con l’avvento dell’esecutivo Meloni è radicalmente mutato rispetto al passato «Siamo profondamente contenti del lavoro che abbiamo fatto come governo per un motivo semplice: perché i numeri sono in calo. Quest’anno abbiamo poco più di 16mila arrivi rispetto ai 37mila dell’anno scorso. Soprattutto segnalo la curva discendente che stiamo praticando in questi quattro anni di lavoro. Il primo anno abbiamo avuto una situazione complicata con 157mila arrivi, diventati 67mila l’anno successivo, 66mila quello dopo e oggi, all’ottavo mese del corso dell’anno, siamo a 16mila» ha ricordato il numero 1 del Viminale.
Saldatura tra estremismo di sinistra e pro Pal
In questi anni, tuttavia, il fronte immigrazione non è stato l’unico a veder impegnato il governo: violenze, devastazioni e immagini di guerriglia hanno spesso scandito manifestazioni organizzate dagli antagonisti, collettivi e centri sociali. Alla domanda se esiste o meno una saldatura tra estremismo di sinistra e pro Pal, Piantedosi ha spiegato che «Questo è un tratto caratteristico di quello che definiamo antagonismo in Italia e in Europa. Un sistema minoritario di gruppi di pressione che, in qualche modo, colgono ogni spunto (a volte sono le grandi opere, altre temi come la crisi in Medio Oriente) per praticare solo ed esclusivamente una forma di contrapposizione nei confronti delle istituzioni costituite e nei confronti dello Stato. Ci sono queste saldature: sono minoritarie ma sono molto complicate, tendono a praticare la violenza nelle manifestazioni di piazza».
Il sostegno alle Forze dell’Ordine
E ovviamente, per il Ministro «Chi fa ordine pubblico fa il lavoro più difficile. Con i metodi della democrazia devono fronteggiare la guerriglia organizzata dai violenti. Qualcuno dice che il fermo preventivo non serva a nulla, ma è già stato applicato in 120 casi. Inoltre c’è un grande lavoro fatto anche dopo, con le indagini fatte con gli strumenti della tecnologia». Non solo, per le Forze dell’ordine il governo ha approvato: «Un piano di assunzioni in quattro anni che non veniva fatto da decenni. Abbiamo fatto più di 45mila assunzioni e ne abbiamo pianificate più di 20mila. Abbiamo impiegato risorse come mai si era fatto in passato. Altre forze politiche hanno applicato la spending review tagliando fondi alle Forze dell’ordine: due operatori andavano in pensione e se ne poteva assumere solo uno. Si ridusse il personale e si alzò l’età media. Stiamo gettando le basi per una ricostruzione dell’organico e lasciare un saldo positivo tra chi è uscito e chi è entrato».