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Spioni di Mosca: la Farnesina espelle due agenti russi. Allarme sicurezza, ma non per Conte…
Anche il deputato Lorenzo Guerini del Pd, presidente del Copasir, ha fatto presente che le minacce ci sono e che il nostro sistema è capace di individuarle, mentre Giuseppe Conte continua a dire che qualcuno le usa come giustificazioni
Politica - di Gabriele Caramelli - 9 Luglio 2026 alle 14:02
«Il governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma». L’ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, aggiungendo che «il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro 3 giorni».
L’annuncio arriva dopo l’arresto dei due 007 italiani, Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, accusati spionaggio, rivelazione di notizie di cui era vietata la divulgazione e accesso abusivo a sistemi informatici a favore di Mosca. Il titolare della Farnesina ha spiegato che «Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le Istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale».
La Farnesina caccia due agenti russi: l’unico che non si accorge del problema è Giuseppe Conte
Il tema dello spionaggio russo è reale e la vicenda dei due 007 è stata trattata anche dal presidente del Copasir, Lorenzo Guerini: «L’arresto di due ex 007 accusati di aver passato informazioni sensibili a Mosca è un episodio che conferma, ancora una volta, quanto sia necessario prestare massima attenzione ad attività della Russia che possono minacciare la sicurezza nazionale». Poi ha aggiunto che «il nostro apparato istituzionale ha consapevolezza della minaccia di penetrazione russa, e ha dimostrato di saperla perseguire. L’attenzione deve rimanere molto alta, perché abbiamo evidenza che l’azione russa si muove in diverse direzioni, dallo spionaggio alla disinformazione».
L’unico che non si è accorto dei seri rischi che comporta un’intromissione del Cremlino nei nostri sistemi sembra essere proprio Giuseppe Conte, che dal palco del campo progressista a Napoli l’ha sparata grossa: «Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti. Loro continuano ad alimentare questa minaccia per giustificare questa corsa agli armamenti». Eppure risulta che l’invasione dell’Ucraina sia avvenuta per mano di Putin, che le minacce verso l’Occidente e l’Europa arrivino soprattutto dagli uomini del Cremlino come Dimitri Medvedev e che le minacce alla nostra sicurezza interna sono un problema, a maggior ragione se provengono da agenti esterni.