La difesa dell'avvocato
Spionaggio per la Russia, l’ex 007 italiano aveva accesso ai documenti Nato top secret e altri file
L'agente segreto italiano agli arresti domiciliari dopo le indagini dei Ros accedeva ad alcun documenti segreti, riservati, riservatissimi e anche codificati come "Nato secret". L'uomo, secondo il gip, aveva accesso abusivamente ai file
Esteri - di Gabriele Caramelli - 8 Luglio 2026 alle 19:10
Uno degli agenti segreti italiani agli arresti domiciliari per le indagini dei Ros, che hanno rivelato un’operazione di spionaggio in Italia da parte di una spia russa, accedeva a documenti segreti, riservati, riservatissimi e anche codificati come “Nato secret”. Si tratta di Gavino Raoul Piras, come ha riportato l’Adnkronos, specificando che secondo quanto scritto dal gip Rosamaria De Lellis nell’ordinanza di applicazione e rigetto di misure cautelari, l’uomo «in tempi e occasioni diverse, personalmente o in concorso con soggetti allo stato non identificati, abusivamente si introduceva e si manteneva nei sistemi informatici o telematici in uso ‘all’Arma del Carabinieri e agli organismi di Informazione e Sicurezza italiani».
Ma non solo, perché l’uomo era entrato in diversi documenti, tra cui il file classificato come segreto e denominato «controspionaggio» contenente linee guida per attività precise. I file violati sono tantissimi, tra cui ‘«Linea N°», classificato come «riservatissimo», sulla «ricerca per l’individuazione del nuovo capo della linea N (illegali) del Servizio intelligence russo Svr, ma anche elenco D, contenente l’elenco degli italiani ritenuti in collegamento con l’Intelligence russa».
L’ex agente segreto filo-russo aveva avuto accesso ai file top secret Nato
Tra gli accessi abusivi, secondo il gip, ci sono anche quelli ad alcune «slide relative alla pianificazione di un’attività informativa da condurre su soggetti presenti nelle liste passeggeri di specifiche tratte aeree» e a un file contenente «informazioni su Nikolav Alexeyavich Yumatov», che riportava sul margine superiore e inferiore del foglio la classificazione «Nato Secret». Accesso anche al file word «incarichi», contenente «una tabella con una serie di nominativi di officer russi e relativi incarichi svolti all’Interno dell’intelligence» e ai report di analisi sul modus operandi degli agenti del Gru (riservato) oltre che a un file con «le generalità di decine di soggetti indicati quali agenti operativi del servizio di intelligence britannico».
Tra le altre cose risulta l’accesso a file con intestazione «Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Informazioni per la Sicurezza, classificati riservati: con il primo veniva data attuazione alla «Direttiva Pcm-Ons n3/2019 del 23 dicembre 2019» mentre l’altro definisce i requisiti di sicurezza per i sistemi di comunicazione e informazione (Cis) che trattano informazioni classificate a livello riservato».
La difesa dell’avvocato
«Piras è una persona lucida, convinta di poter spiegare la legittimità delle proprie condotte», ha spiegato l’avvocato Francesco Vaccaro, difensore di Gavino Raoul Piras, all’Adnkronos. L’ex membro dell’Aisi è finito agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine della procura romana sul presunto spionaggio a favore della Russia. L’interrogatorio di garanzia, per l’indagato, è stato fissato per venerdì mattina.
«Piras – ha spiegato Vaccaro – è un ex esponente dell’intelligence che, pur congedato, ha mantenuto un interesse per la materia e ha svolto attività di studio tale che su Internet è pieno di suoi contributi pubblicati». Per questo motivo, «il fatto che possa avere interlocuzioni con ex colleghi o altri soggetti su questi temi è del tutto normale». Secondo il legale, uno dei punti centrali del procedimento riguarderà la natura delle informazioni contestate: «Il gip ha riqualificato la natura delle informazioni rispetto a quella indicata dalla Procura. Il fascicolo è molto voluminoso e le informazioni che si assume siano state veicolate sono numerose. Bisognerà verificare quale sia l’effettiva natura di ciascuna di esse e questo sarà l’oggetto del processo».
Le informazioni segrete erano davvero tali?
La difesa sostiene che dovrà essere accertato se si tratti di informazioni effettivamente segrete oppure di elaborazioni ricavate da fonti pubbliche: «Il tema è capire se vi siano informazioni qualificabili come segrete oppure se, continuando a svolgere attività di studio, Piras abbia formulato analisi e valutazioni partendo da dati acquisiti attraverso fonti aperte, giornali e informazioni disponibili pubblicamente». «Questo sarà il punto sul quale ci concentreremo nei prossimi giorni», ha sottolineato Vaccaro, richiamando infine il principio di presunzione di innocenza e il lungo servizio prestato dal suo assistito nelle istituzioni.
«Stiamo parlando di una persona che ha servito lo Stato italiano per tantissimi anni e che oggi viene indicata come infedele. Ho deciso di rilasciare dichiarazioni, pur non facendo normalmente questo tipo di attività – ha concluso -, perché ritengo opportuno ricordare che si tratta di un indagato che non è stato ancora ascoltato dal gip e non ha ancora avuto modo di spiegare la propria posizione. Credo sia doveroso fermarsi un momento prima di trarre conclusioni».