Schierata la Guardia Civil
Spagna al collasso, migliaia di migranti entrati dal Marocco in poche ore. Il disastro Sànchez scatena le opposizioni (video)
Il modello spagnolo? Ecco a cosa portano le scelte demagogiche. Da anni la sinistra italiana eleva il premier socialista a modello politico da seguire: ecco il testa-coda
Ecco il modello spagnolo. Migliaia di migranti di origine nordafricana hanno attraversato il confine dal Marocco per entrare a Ceuta, enclave spagnola sulla costa marocchina spesso interessata da crisi migratorie: nuotando e utilizzando la diga frangiflutti di El Tarajal. Una grande folla attende dall’altra parte del confine per entrare nella città autonoma con le stesse modalità. Oltre 2mila migranti hanno già attraversato il confine nell’ultima settimana. La Guardia Civil è schierata al confine meridionale per arginare il flusso di arrivi. La delegazione governativa ha dichiarato che la Gendarmeria marocchina sta collaborando. Tuttavia, fonti interne alla Guardia Civil in città affermano che l’assistenza è superficiale e insufficiente a contenere la pressione.
Sanchez nella bufera, lo scontro politico
Il leader del Partito popolare spagnolo (Pp), Alberto Nunez Feijoo, ha chiesto al governo di “riprendere il controllo” delle frontiere di fronte alla crescente pressione migratoria a Ceuta, sollecitando anche la mobilitazione dell’Esercito. Secondo Feijoo, la situazione nella città autonoma rappresenta un “grave problema di sicurezza nazionale” e richiede una risposta immediata da parte dell’esecutivo. In un messaggio pubblicato sui social network, il leader dell’opposizione ha definito “insostenibile” l’attuale situazione: caratterizzata dall’arrivo di migliaia di migranti provenienti dal Marocco nelle ultime ore. Per questo motivo, ha invitato il governo ad attivare “tutti gli strumenti previsti” per garantire il controllo del confine e la sicurezza dei cittadini. Feijoo ha inoltre sostenuto la richiesta avanzata dal presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesu’s Vivas, di dichiarare una situazione di emergenza nazionale, ritenendo necessario un comando unico per coordinare la gestione della crisi. Tra le misure proposte figura anche il dispiegamento dell’Esercito a sostegno delle forze di sicurezza impegnate nel controllo della frontiera.
Ora Sanchèz “scopre” le soluzioni condivise in sede internazionale
Il premier chiamato in causa replica su X: “Il governo di Spagna è impegnato a dare una risposta immediata alla situazione a Ceuta”: è il messaggio a fronte dell’escalation degli arrivi. “Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali; e preparando le misure necessarie per recuperare la normalità il prima possibile”, scrive il premier che ora con l’emergenza esplosa in casa “scopre” che “è il momento di costruire soluzioni, con responsabilità”. Così, al momento, Marocco e Spagna hanno raggiunto un accordo per il rimpatrio dei migranti entrati irregolarmente. Lo riferisce una fonte informata citata dal portale marocchino “Hespress”; mentre Madrid attribuisce l’aumento degli arrivi all’azione delle reti di traffico di esseri umani. Secondo la fonte, tutti i migranti identificati come entrati illegalmente nell’enclave saranno riammessi in Marocco nell’ambito della cooperazione bilaterale tra Rabat e Madrid. Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha accusato le organizzazioni criminali di sfruttare una sentenza della Corte Suprema spagnola dello scorso luglio, che limita i respingimenti immediati dei migranti intercettati mentre raggiungono a nuoto Ceuta. Secondo il ministero, i trafficanti avrebbero incoraggiato soprattutto giovani e minori a tentare la traversata.
Immigrazione, Sànchez travolto dalla sua demagogia
Uno scarico di responsabilità che va tutta in capo al governo socialista di Pedro Sanchez che in tema di immigrazione ha deciso di fare da sé: con la demagogica regolarizzazione di un gran numero di migranti, quando invece l’emergenza si contrasta insieme in sede europea, come il metodo Meloni insegna. Ora che l’emergenza è esplosa in tutto il suo furore – con i centri d’accoglienza debordanti e l’ordine pubblico allo stremo – l’esecutivo “scopre” l’esistenza di trafficanti di esseri umani. La politica dell’accoglienza a tutti i costi porta a questi testa-coda.Il messaggio implicito inviato con la sanatoria ha avuto un effetto devastante. Molti migranti, in gran parte giovani marocchini ma anche algerini, hanno festeggiato l’arrivo gridando “Viva la Spagna”. Altri si sono diretti verso il Centro di permanenza temporanea per immigrati (CETI), già da giorni al collasso. Secondo El Pais, numerosi migranti presentano ferite dagli scogli, altri sono giunti esausti dopo la traversata.
I morti in mare per raggiungere le coste spagnole
Un disastro che era nelle premesse, ma che solo la sinistra italiana non vedeva presa com’era dall’ammirazione incondizionata del modello spagnolo. Aggiungiamo un numero tragico: 1.317. Tante sono le persone morte nel tentativo di raggiungere le coste spagnole. Lo fa sapere il collettivo Caminando Fronteras che il 10 giugno ha diffuso i dati sulle tragedie in mare avvenute nei primi cinque mesi di quest’anno. Si tratta di una media di 8 decessi al giorno. Nello stesso periodo, 27 imbarcazioni sono scomparse con tutte le persone a bordo. La rotta algerina ha raggiunto per la prima volta le 507 vittime. Numeri che avrebbero dovuto indurre Sànchez ad una gestione più pragmatica e non demagogica del fenomeno migratorio.
Procaccini: “E’ il fallimento delle politiche delle porte aperte”
“E’ il fallimento della politica delle porte aperte del premier spagnolo e della sinistra europea, che hanno favorito l’immigrazione illegale in Europa. Quando un governo regolarizza la permanenza illegale su vasta scala, come ha fatta la Spagna di Pedro Sanchez, si arriva alla ingovernabilità del fenomeno migratorio e a favorire l’immigrazione illegale e le sue disastrose conseguenze”. Lo swottolinea l’Europarlamentare di Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo.
Bergamini: Il modello spagnolo mostra tutte le sue crepe
E’ questo modello che vogliamo inseguire e che piace tanto ad Elly Schlein? “Da anni la sinistra italiana eleva Pedro Sánchez a modello politico”, commenta Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito. “Indicandolo come l’esempio di una gestione moderna e progressista. Oggi quel modello mostra tutte le sue crepe. Lo dimostra anche la crisi migratoria che sta travolgendo Ceuta, con migliaia di ingressi irregolari e un’emergenza umanitaria e sociale ormai conclamata. È il risultato di politiche che hanno privilegiato la propaganda rispetto alla capacità di governare un fenomeno complesso. Lasciando completamente campo libero ai flussi irregolari e a chi li promuove”.”Mentre il governo spagnolo, caro al Pd e soci, è costretto a fare i conti con un sistema sotto pressione, l’Italia ha scelto una strada fatta di pragmatismo, controllo delle frontiere, cooperazione con i Paesi di origine e di transito e lotta senza sconti ai trafficanti di esseri umani. I risultati dimostrano che la programmazione e una postura più determinata sono molto più efficaci degli slogan. Una lezione per tanti emuli nostrani della debacle spagnola”.