Rischi per la sicurezza
Scooter cinesi venduti come e-bike: scattano i sequestri della Guardia di Finanza in tutta Italia
Spesso sono guidati da ragazzi di giovanissima età e, stando alle indagini, non sarebbero stati conformi alla marcatura Ce. Non solo, i prodotti non avrebbero rispettato neanche le normative di sicurezza
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 30 Luglio 2026 alle 13:40
I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della Procura presso il Tribunale di Palmi, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale locale, con cui è stato disposta la requisizione su tutto il territorio nazionale di una grande quantità di scooter elettrici venduti come biciclette elettriche a pedalata assistita ma in realtà non conformi alla marcatura Ce. Dunque non erano sicure per la circolazione ed erano pericolose per la salute dei consumatori. Nel procedimento sono stati indagati un imprenditore palermitano e una società, sulla responsabilità degli enti, per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico.
Le attività di servizio, che hanno visto un vasto dispiegamento di forze, con il coinvolgimento anche delle Fiamme gialle della Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana hanno consentito di sottoporre a sequestro, nei magazzini di grossisti e venditori al dettaglio dislocati su tutto il territorio nazionale, migliaia di veicoli importati dall’estero non conformi alle prescrizioni imposte dalla normativa europea e nazionale, che regolano il settore specifico.
Scooter elettrici cinesi venduti come biciclette: maxi sequestri della Guardia di finanza in tutta Italia
Le indagini, condotte dai finanzieri di Palermo, hanno riguardato quello che è diventato un vero e proprio fenomeno, tanto dilagante quanto pericoloso per la sicurezza pubblica. Questi scooter elettrici immessi sul mercato come biciclette a pedalata assistita, nonostante le fattezze esteriori, sono frequentemente oggetto di modifiche idonee ad alterarne le caratteristiche tecniche e in grado di circolare senza targa e omologazione sulle strade italiane.
Note come e-bike e EPAC, le biciclette a pedalata assistita sono dotate di un motore elettrico ausiliario con potenza massima pari a 250 Watt, la cui alimentazione è bloccata e progressivamente ridotta se il ciclista smette di pedalare e comunque prima che la velocità raggiunga i 25 km/h. Le stesse sono soggette alle Direttiva Europea 2006/42/CE (cosiddette“Direttiva Macchine”) che ne regola la produzione tramite procedure volte a garantire i requisiti di conformità, sicurezza e tutela della salute, essenziali per la loro immissione in commercio, la quale deve essere accompagnata dalla documentazione comprovante la regolarità.
L’attività di contrasto
Nello specifico, l’attività di indagine condotta dai finanzieri palermitani anche con l’ausilio dei militari di Gioia Tauro, avrebbe garantito di disvelare la sussistenza di importanti lacune formali e sostanziali presenti all’interno della documentazione prodotta da un imprenditore palermitano e attestante la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate dalla Cina. La stessa documentazione sarebbe stata presentata in occasione dell’importazione, dal 2023 ad oggi, di almeno 6.885 veicoli agli uffici doganali competenti per le procedure di sdoganamento e di immissione in libera pratica, che indotti in errore dalla falsa documentazione presentata, hanno proceduto a emettere i relativi provvedimenti di svincolo dei velocipedi non sicuri con valore di mercato di circa 5 milioni di euro.