Giù la maschera
Ruggeri sta con Roggero e irrita la Costamagna: “Mi vergogno per lui”. La replica la stende: sicuri che devo vergognarmi io?
Ruggeri dalla parte di Roggero scatena l’ira radical chic di Luisella Costamagna. Siamo alle solite: il dramma del gioielliere Mario Roggero, da ieri in cella a Bollate in esecuzione della condanna a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, continua a far saltare i nervi a quella sinistra incapace di confrontarsi con la realtà senza ricorrere al catechismo ideologico e decisamente dalla memoria corta (e selettiva).
Enrico Ruggeri dalla parte di Roggero scatena la reprimenda della Costamagna
In questo caso il terreno di scontro è X, e il duello vede protagonisti il cantautore Enrico Ruggeri e la giornalista Luisella Costamagna, fulgido esempio di quel conformismo progressista da Ztl che non tollera voci fuori dal coro allineato del mainstream. Tutto comincia con una riflessione che Ruggeri affida al social, in cui affronta drammatica vicenda e tema spinoso con l’equilibrio di chi sa guardare oltre i codici. «Il caso di Mario Roggero è complesso e controverso – posta il cantautore –. Qualsiasi opinione è lecita, anch’io ascolto e rifletto. Ma che quelli che difendevano il green pass si appellino allo “stato di diritto” mi sembra quantomeno ridicolo».
Nel duello a colpi di tweet il colpo in punta di fioretto del cantautore alla giornalista
Un colpo da maestro che scoperchia il vaso di Pandora delle asserzioni e contraddizioni di chi, ieri, plaudeva alle restrizioni delle libertà personali e oggi indossa la toga del rigorismo formale. La replica della Costamagna non si fa attendere e chissà, forse nella fretta di replicare a cotanta lesa maestà, si concentra poco originalmente sul colpire l’artista non sulle sue riflessioni sul caso, ma evocando, fuori tema, la sua storia professionale. «Se quelli che scrivono queste cose non avessero fatto Quello che le donne non dicono o Il mare d’inverno mi vergognerei per loro. O forse mi vergogno per loro lo stesso».
Ruggeri alla Costamagna: «Solita procedura, offese senza entrare nel merito»
Qualcuno direbbe: ma che c’azzecca? Un attacco ad personam slegato dal merito, specchio di quella supponenza salottiera radical chic che liquida il dissenso con l’alterigia che si fa disdegno e disapprovazione cocente. La contro-risposta di Ruggeri, però, mette la giornalista davanti al fatto compiuto, inchiodando un intero sistema di presunta superiorità culturale e i suoi alfieri: «Solita procedura, offese senza entrare nel merito», accusa il cantante. E affonda il colpo finale in punta di fioretto, ricordando la differenza tra chi rischia in proprio e chi si adegua al vento che tira: «Io ho difeso le mie idee pagando un prezzo molto alto. Mentre c’è chi per aver fatto da cassa di risonanza a quel sistema ha avuto in cambio ingaggi, trasmissioni, ospitate… Siamo sicuri che devo vergognarmi io?».
Cala il sipario sull’ultimo atto del teatrino mainstream…
Cala il sipario, ma viene già il teatrino mainstream. Ruggeri vince per distacco, smascherando l’intellighenzia dem (e dintorni) che predica lo Stato di diritto a giorni alterni e si riscopre stizzito e intollerante appena qualcuno le mostra lo specchio della propria incoerenza. (Sotto il post di Ruggeri su X da cui è partito tutto)…
Il caso di #MarioRoggero è complesso e controverso, qualsiasi opinione è lecita, anch’io ascolto e rifletto.
Ma che quelli che difendevano il #greenpass si appellino allo “stato di diritto” mi sembra quantomeno ridicolo— Enrico Ruggeri (@enricoruggeri) July 17, 2026