Lo zar alza il tiro
Raid russo su Kiev: almeno 10 morti. E ora Mosca minaccia la Polonia: “Produce droni per l’Ucraina”
«L’operazione militare speciale si sta gradualmente trasformando in una guerra su vasta scala. È in corso una guerra, una vera guerra perché Berlino, Parigi, L’Aia, Oslo e, purtroppo, Washington sono alle spalle di Kiev», dice Peskov
Esteri - di Alice Carrazza - 6 Luglio 2026 alle 09:26
«Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza». Questa la minaccia, neanche troppo velata, arrivata da Mosca alla Polonia. A pronunciarla è stato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, dopo le accuse russe sulla produzione in territorio polacco di droni destinati all’Ucraina. Poi, nella notte, la Russia ha colpito ancora Kiev con ondate di missili e velivoli senza pilota: almeno 10 persone sono morte e 56 sono rimaste ferite tra la capitale e l’oblast circostante. Insomma, appare evidente che lo zar ha intenzione di tenere alta la tensione. «L’operazione militare speciale si sta gradualmente trasformando in una guerra su vasta scala. È in corso una guerra, una vera guerra perché Berlino, Parigi, L’Aia, Oslo e, purtroppo, Washington sono alle spalle di Kiev»
Kiev sotto le bombe
L’attacco è iniziato dopo la mezzanotte, quando nella capitale ucraina sono risuonate le sirene antiaeree e sono state udite oltre dieci esplosioni. Secondo le autorità locali, nove persone sono decedute entro i confini della città e almeno 46 sono rimaste colpite, tra cui bambini. Un’altra vittima è stata registrata a Bucha, a nord-ovest di Kiev. Il bilancio resta provvisorio: i soccorritori stanno ancora cercando eventuali dispersi sotto le macerie.
Il quartiere più colpito è Podilskyi. Un edificio residenziale è stato parzialmente distrutto tra il quinto e il nono piano. Le immagini diffuse sui social mostrano una sezione della facciata crollata dopo l’impatto. Altri condomini sono stati danneggiati nei distretti di Obolonskyi, Holosiivskyi e Darnytskyi. Tymur Tkachenko, capo dell’amministrazione militare della città, ha scritto su Telegram che «il nemico sta colpendo con missili balistici». Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato la popolazione a restare nei rifugi.
Il limite della difesa aerea
Tanto a quanto riportato dall’Aeronautica ucraina, nella notte sono stati abbattuti o neutralizzati 37 missili su 68 e 326 droni su 351. Non è stato possibile frenare invece l’avanza dei vettori a lungo raggio. È il dettaglio militare che spiega l’urgenza delle richieste di Kiev: i sistemi disponibili riescono a contenere una parte significativa dello sciame di droni, tuttavia non bastano contro le traiettorie più rapide.
Volodymyr Zelensky ha collegato il raid alle scadenze diplomatiche. «È tipico di Putin: subito dopo il Giorno dell’Indipendenza americana e prima del vertice Nato ad Ankara. La Russia vuole portare più male e uccidere persone», ha scritto il leader ucraino. Poi il messaggio ai partner occidentali: «Qualsiasi ritardo nelle forniture di missili per la nostra difesa aerea — i missili per i sistemi Patriot — significa perdita di vite umane e incoraggia la Russia a continuare la guerra».
La Polonia nel mirino
La dichiarazione di Peskov sposta la tensione oltre il territorio ucraino. Il Cremlino sostiene che la Polonia abbia avviato la produzione di droni per Kiev e che il ministero della Difesa russo abbia già pubblicato gli indirizzi degli impianti. Varsavia è uno snodo centrale degli aiuti occidentali all’Ucraina e uno dei Paesi Nato più esposti alla pressione russa, tra il confine con la Bielorussia, Kaliningrad e il ruolo logistico nella guerra.
Non è un annuncio operativo, ma è un avvertimento politico. Mosca segnala che considera la filiera militare europea collegata a Kiev parte del confronto. Per la Nato, il punto è delicato: sostenere l’Ucraina senza lasciare spazio a provocazioni sul fianco orientale dell’Alleanza.
La guerra sulle retrovie
Nelle stesse ore del raid russo su Kiev, fonti russe hanno riferito di un attacco ucraino contro la raffineria di Yaroslavl, circa 250 chilometri a nord-est di Mosca. Video pubblicati da residenti locali mostrano colonne di fumo nell’area dell’impianto, ma l’entità dei danni non è stata chiarita. Un altro attacco attribuito a Kiev ha colpito infrastrutture energetiche vicino a Sebastopoli, in Crimea, provocando interruzioni nella fornitura elettrica.
Il conflitto resta quindi su due piani: bombardamenti russi sulle città ucraine e attacchi di Kiev contro infrastrutture energetiche e logistiche moscovite. Il vertice Nato di Ankara dovrà fare ora il punto sulla situazione.