La scoperta
Non solo sesso: il Viagra fa “miracoli” anche contro i tumori e le metastasi. Uno studio svela i benefici
Il principio attivo del Viagra è in grado di frenare la diffusione delle metastasi tumorali. A rilevarlo è uno studio internazionale coordinato dal Weizmann Institute of Science, che attraverso analisi di laboratorio e dati clinici raccolti su oltre 40.000 pazienti in vent’anni, ha scoperto come questo farmaco agisca come un inaspettato sabotatore biologico. Intrappolando il colesterolo all’all’interno di specifici magazzini cellulari, il “sildenafil” impedisce alle cellule maligne di acquisire la flessibilità necessaria per distaccarsi dal tumore originario e colonizzare il resto del corpo, aprendo nuove e promettenti strade per la terapia oncologica.
Le cellule tumorali sono particolarmente “affamate” di colesterolo perché lo usano per costruire le loro membrane e per diventare abbastanza flessibili da staccarsi dal tumore principale, entrare nel flusso sanguigno e colonizzare altri organi. Lo studio ha scoperto che il Viagra interferisce proprio con questo processo attraverso un meccanismo precedentemente sconosciuto: il principio attivo “sildenafil” blocca un enzima chiamato PDE5, portando all’aumento di una molecola chiamata cGMP; questa molecola si lega a una proteina (NPC1) che funge da “trasportatore” di colesterolo all’interno della cellula. Il colesterolo rimane così intrappolato nei lisosomi, che sono una sorta di “centrale di riciclaggio” della cellula. Invece di essere usato per aiutare la cellula a migrare, il colesterolo resta bloccato nel magazzino.
In breve, il Viagra toglie alle cellule tumorali la capacità di utilizzare le risorse necessarie per diffondersi, rendendole più stanziali e meno pericolose.