Un incubo
“Maranza, quanto ci costi”. I titolari degli stabilimenti romagnoli sono disperati: 6mila euro di danni
Per alcuni dei lavoratori estivi è diventato impossibile proseguire le loro attività senza la vigilanza privata. C'è chi, come Italo Esposito, si è dovuto rassegnare a pagare la vigilanza privata dopo aver dormito in spiaggia per evitare gli atti vandalici
Politica - di Gabriele Caramelli - 31 Luglio 2026 alle 16:00
«Non sai mai cosa trovi quando vai ad aprire la mattina il tuo stabilimento, è un terno al lotto». È la testimonianza disperata di Luca Campagnoli, titolare de la Baia di Maui, stabilimento di Comacchio nella provincia ferrarese. Il suo è uno dei tanti luoghi presi d’assalto dai maranza questa estate. Il Resto del Carlino ha riportato i dettagli di un video in cui si vede l’intrusione di alcuni ragazzi durante una serata: «Quel gruppetto, era un sabato notte, ha rovistato nei nostri armadi. Poi hanno rubato la mia bicicletta». Un oggetto a cui teneva e che vale 600 euro, per questo ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Poi Campagnoli, sconsolato, ha aggiunto alcuni dettagli: «I carabinieri mi hanno detto che sono minorenni, la mia denuncia non servirà a niente. Quei ragazzi si sentono intoccabili». La banda di ragazzini è entrata nei video telecamere, per poi dileguarsi dalla parte opposta dello stabilimento.
Maranza quanto ci costi, stabilimenti romagnoli disperati: danni da 6mila euro a stagione
Nicola Ghedini, titolare del Kursal, ha dovuto prendere una guardia giurata per proteggere la sua attività dalle scorribande dei maranza: «Ogni notte viene a costare 136 euro, per tutta la stagione parliamo di quasi 6mila euro a testa». Ma non solo, perché Lele Cammattari, titolare del bagno Locura, ha raccontato cosa gli è successo la scorsa settimana: «I maranza hanno devastato per tre sere di fila il chiosco, si sono portati via i liquori».
La situazione è peggiorata nel corso del tempo: «L’anno prima, in tutta la stagione, ci hanno preso di mira due volte. Rialzi la testa, continui a lavorare. Ma tre raid in una settimana è troppo. È una terra di nessuno la spiaggia». La sua fidanzata Liusmila Barrero Perera, 31 anni, aveva ha inseguito e bloccato un ragazzo che aveva distrutto il tetto di una macchina davanti al bar, prendendosi uno schiaffo e un morso. Come ha raccontato Camattari, «ne avrà per 15 giorni, questa la prognosi del medico. Questo non è più lavorare».
Una situazione preoccupante: titolari costretti a fare la guardia
Non meno preoccupante è la situazione vissuta da Italo Esposito, titolare dell’Holiday sempre a Lido di Spina, che per diverse notti ha pattugliato l’attività per evitare le intrusioni sgradevoli. «I maranza mi hanno distrutto i lettini per ben due volte, sono stato costretto a dormire lì per evitare che il raid si ripetesse», ha spiegato. Anche lui si è dovuto rassegnare alla vigilanza privata: «Paghiamo un canone di 15mila euro al demanio e adesso dobbiamo pagare ancora. Per poter stare tranquilli».