Una brutta tegola
Disastro Audi e Volkswagen: quasi 3 milioni di veicoli richiamati per difetti di fabbrica in tutto il mondo
Non è una buona notizia per il settore automobilstico tedesco, che già si trova in difficoltà. Ultimamente Volkswagen ha concluso un accordo con i sindacati, in cui si prevedono tagli al personale da 50mila dipendenti
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 25 Settembre 2026 alle 16:50
Chi pensa che le macchine tedesche siano tra le più efficienti in circolazione si ricrederà dopo aver letto dell’ultimo disastro targato Volkswagen e Audi. La prima azienda automobilistica sta richiamando in fabbrica 2,16 milioni di auto per un difetto di corrosione allo sterzo, di cui 900 mila solo in Germania. A darne notizia è stata l’Agenzia tedesca per la motorizzazione (Kba), sottolineando che il problema può causare una «rottura delle viti», che a sua volta può «provocare un guasto allo sterzo». Tutti i modelli interessati dall’avviso di rischio sono stati prodotti tra il 2013 e il 2024. Per quanto riguarda Audi, ultimamente si è scoperto che anche 700mila automobili hanno presentato problemi: si tratta dei modelli Q3 assemblati dal 2017 al 2024
Disastro Volkswagen e Audi, richiamati quasi tre milioni di veicoli per difetti di progettazione
Sono cinque i modelli a rischio prodotti da Volkswagen: Golf, Golf Variant, Tiguan, Touran e Caddy. Secondo un portavoce della casa automobilistica, «durante i controlli di qualità sui veicoli è stato rilevato un fenomeno di corrosione sulla vite. Si procede ora al richiamo preventivo dei veicoli interessati, senza che si siano verificati danni alle persone». A detta sua, il pericolo non è «talmente grave da richiedere l’immediata messa fuori servizio dell’auto. Si può continuare a guidare fino all’appuntamento presso il concessionario», per prendere nuove viti più resistenti alla corrosione. L’operazione di ricambio è gratuita e per ora non risultano feriti p danni materiali riconducibili al difetto di fabbrica, mentre le campagne di richiamo sono ancora in esame del Kba.
Una brutta tegola per l’industria automobilistica tedesca, che già sta affrontando un periodo di crisi. Nei primi giorni di settembre è stato concluso un accordo tra Volkswagen e i sindacati, in cui si prevedono altri 50mila tagli al personale entro il 2030: in questo modo, la diminuzione totale dell’organico è prevista a circa 100mila dipendenti. Il gruppo è stato messo a dura prova dalla concorrenza cinese, nello specifico per colpa del suo ritardo nel settore dei veicoli elettrici.