L'azione della polizia
Lotta alla criminalità in Sicilia, blitz al quartiere Zen di Palermo: ritrovate armi, munizioni e auto rubate
L'azione nel quartiere popolare che è stato simbolo di degrado. La refurtiva anche nei depositi Enel
Blitz delle forze dell’ordine al quartiere popolare Zen di Palermo, nel passato simbolo di degrado e di marginalità. Un’azione della Polizia di Stato che ha portato al ritrovamento di armi, munizioni e carcasse di auto rubate. Un’attività di prevenzione nella città metropolitana dove ancora persistono sacche di criminalità organizzata consistenti.
Il blitz allo Zen 2
L’azione della polizia è avvenuta nel cuore del cosiddetto, “Zen 2”, un’ala contermine del quartiere di edilizia popolare costruito nei decenni scorsi. Progettato da uno dei più grandi urbanisti italiani, Vittorio Gregotti, presto si trasformò in un ghetto dove crebbe la manovalanza mafiosa, negli anni settanta e ottanta.
In questa area sono state rinvenute parti di due vetture Smart, tre carcasse di biciclette elettriche ed una di motoveicolo. I poliziotti hanno, inoltre, ritenuto di ispezionare uno sgabuzzino adiacente al vano sottoscala nel quale hanno ritrovato una valigetta ed una pochette contenenti, rispettivamente, una pistola semiautomatica mod.85 cal.8 con cartucce ed un revolver con cartucce. Persino due vani adibiti ad ospitare cabine Enel, erano stati utilizzati come luoghi di giacenza di refurtiva. I lucchetti risultavano forzati ed ignoti vi avevano fatto accesso per depositarvi la carcassa di un ciclomotore ed il paraurti di una Fiat Panda. In questo caso gli agenti hanno fatto pervenire allo Zen personale dell’ Enel per ripristinare la sicurezza dei luoghi. Infine, nel sottoscala di un padiglione limitrofo, si è rinvenuto un ciclomotore. Tra i mezzi recuperati, uno scooter Aprilia Scarabeo che è già stato restituito al proprietario. La polizia scientifica è ora al lavoro sulle armi per verificare se siano state utilizzate per compiere delitti.
“I nascondigli condominiali usati dai clan”
I nascondigli condominiali servono molte volte ad eludere le prove dirette, a non collegare il materiale illecito a una singola persona ed a sfruttare la conformazione dei grandi padiglioni, fatti spesso di angusti anfratti e cunicoli. In questo caso, per esempio, gli agenti hanno ritenuto di ispezionare un luogo(un sottoscala condominiale), apparentemente destinato ad ospitare contatori della luce e cisterne di acqua dove, peraltro, già in passato erano stati rinvenuti mezzi rubati.