Dopo il piano del Governo
Liste d’attesa, svolta sui tempi: nel 2026 +1,6 milioni di visite nei termini di garanzia. Meloni: “Risultato incoraggiante”
I dati emersi dal primo Bollettino sulle liste di attesa realizzato dall'Agenas dimostrano la validità del lavoro portato avanti in questi mesi dopo l'istituzione della nuova piattaforma digitale voluta dall'Esecutivo Meloni
Inizia la svolta sui tempi per le visite mediche: la legge per il contrasto delle liste d’attesa varata dal governo che comincia a dare i suoi frutti. Nei primi sei mesi del 2026, infatti, le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato nei tempi di garanzia 1,6 milioni di visite mediche ed esami in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dal Bollettino sulle liste di attesa realizzato dall’Agenas. Il documento arriva a due mesi dalla presentazione della nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle Liste di Attesa, lo strumento digitale voluto dal Governo Meloni e istituito dalla Legge 107/2024 per monitorare e mappare in tempo reale i tempi di erogazione di visite ed esami sanitari in tutte le Regioni e che consente di seguire i tempi di attesa per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici erogati dalle strutture pubbliche e del privato accreditato. Migliorano sia le prime visite (il 78,5% è fatta in tempo rispetto al 76,4% del 2025) sia gli esami diagnostici (84,6% rispetto all’82,8%).
Giù i tempi per le visite urgenti con oltre 80% che rispetta scadenze
Si riducono i tempi di attesa anche per i cittadini che devono fare una visita urgente: nel primo semestre del 2026, l’81% l’ha effettuata entro tre giorni rispetto al 77,7% dello stesso periodo del 2025. Lo stesso vale per le visite classificate come brevi (B): l’80,2% è stata fatta entro 10 giorni rispetto al 77,3 dello scorso anno. Progressi analoghi anche per gli accertamenti diagnostici: quelli urgenti garantiti entro tre giorni salgono dal 73,2% al 76,4%, mentre quelli in classe B passano dal 75,9% al 77,6%.
Meloni: Lavoriamo con determinazione
La premier Meloni è intervenuta attraverso i suoi social per esprimere soddisfazione: “Ridurre le liste d’attesa è una delle sfide più importanti per la nostra sanità. I primi dati del 2026, certificati da Agenas, ci dicono che siamo sulla strada giusta: nei primi sei mesi di quest’anno sono state effettuate 1,6 milioni di visite ed esami in più entro i tempi previsti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È un risultato incoraggiante, frutto del lavoro avviato con la riforma sulle liste d’attesa. Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare e che troppi cittadini aspettano ancora troppo per una prestazione sanitaria. Per questo continueremo a lavorare con determinazione, insieme alle Regioni, per garantire tempi sempre più rapidi e un servizio sanitario più efficiente” ha scritto su X.
Aumenta la capacità di fornire esami e visite con tempestività
Nel dettaglio la rilevazione dall’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali (Agenas) mostra che nel primo semestre di quest’anno, il servizio sanitario è stato in grado di aumentare la propria capacità di fornire esami e visite agli italiani e anche di farlo con tempestività. Infatti, sono cresciute le prenotazioni, passate da 13,3 milioni del primo semestre 2025 a 14,9 milioni del primo semestre 2026. Di queste, solo poco più di 30 mila sono state erogate oltre i tempi richiesti nella ricetta. In crescita anche le visite nei fine settimana, che sono state 357 mila (27 mila in più rispetto al 2025).
Visite oncologiche con più alta percentuale di garanzia
Tra le visite, quelle oncologiche sono quelle con la più alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia: il 95,2% (+1% rispetto allo scorso anno). Miglioramenti importanti anche per la visita gastroenterologica (dal 70,8% al 74,7%), la visita pneumologica (dal 77,7% all’80,9%) e la visita fisiatrica (dal 78,5% all’82,7%). Tra i test diagnostici, progresso di quasi 10 punti per la colonscopia che passa dal 60,8% del 2025 al 69,8% del 2026. Migliorano anche la gastroscopia (dal 66,4% al 71,9%), la mammografia (dall’86,1% all’89%), l’ecografia della mammella (dal 78% all’81,6%), la risonanza magnetica dell’addome (dal 78,6% all’81%). In flessione, invece, la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall’83,9% all’81,9%.