I dati del Secolo d'Italia
L’impegno del governo Meloni per la salute mentale: 300 milioni per le assunzioni dopo decenni di immobilismo
Schillaci e Gemmato, con il conforto del tavolo tecnico guidato da Siracusano e Nicolò, cambiano registro
Il governo Meloni cambia passo rispetto agli investimenti sulla salute mentale. Grazie all’impegno del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e del sottosegretario, Marcello Gemmato, c’è stata un’inversione di tendenze sui finanziamenti alle Regioni. Un impegno supportato dal tavolo tecnico, coordinato da due grandi tecnici come Alberto Siracusano e Giuseppe Nicolò. Per anni la sinistra ha ignorato di fatto il tema della salute mentale a oggi la situazione è ben diversa, e lo si può leggere nei dati in possesso del Secolo d’Italia.
L’inversione di tendenza
Fino a ieri, tutti i piani nazionali dedicati alla salute mentale (come le vecchie linee guida del 2013) venivano approvati con la formula a “risorse invariate”. Significava che lo Stato non stanziava un solo euro in più: le Regioni dovevano attuare le riforme usando i fondi che già avevano, finendo spesso per non fare nulla a causa dei bilanci in deficit.
I soldi stanziati
I 315 milioni complessivi stanziati fino al 2030 sono fondi extra e vincolati. Le Regioni non possono usarli per coprire altri buchi di bilancio sanitario; devono spenderli tassativamente per i servizi psichiatrici, la prevenzione e le nuove assunzioni nei DSM. In passato, le Regioni con un forte deficit sanitario (in piano di rientro) avevano il blocco totale delle assunzioni. I nuovi fondi stanziati dal Ministero sbloccano le assunzioni a tempo indeterminato di psicologi e psichiatri anche in queste Regioni periferiche o in difficoltà. Per la prima volta dopo oltre dieci anni, lo Stato italiano ha stanziato fondi specifici e vincolati per l’attuazione di questo Piano, superando il principio delle “risorse invariate”.
Un lavoro sinergico
Schillaci e Gemmato, con il conforto di Siracusano e Nicolò, hanno approntato un piano strutturale attraverso un lavoro sinergico, confrontandosi con le Regioni. Grazie ai governi di centrosinistra l’Italia in dieci anni si è attestata sotto la soglia della spesa europea, mentre il Ministero sta cercando di implementare ulteriormente le risorse. Che già per quest’anno significa distribuire ben ottanta milioni alle Regioni potenziando fortemente l’organico dei servizi pubblici.