Tra Pnrr e fondi di coesione
Il Sud cresce più del Nord: i dati Svimez certificano la grande ripresa economica del Mezzogiorno
Il governo Meloni ha stipulato accordi con le singole regioni per le risorse destinate. Importante il loro ruolo nel futuro
Il Sud corre. Grazie al Pnrr ma non solo. Gli ultimi dati dell’associazione per lo Sviluppo Industriale del Mezzogiorno (Svimez) confermano che il Prodotto interno lordo del Mezzogiorno cresce di più del resto d’Italia.
I dati Svimez
Con “il picco di investimenti Pnrr che raggiungono i 9,3 miliardi, tre in più dell’anno precedente”, il Sud , nel 2026 – stima Svimez – “dovrebbe confermare un tasso di crescita superiore a quello del Centro-Nord, +0,8%”. E’ del + 0,7% la crescita attesa nel resto del Paese, sostenuta anche in questo caso da una accelerazione degli investimenti del Pnrr con “un incremento di circa due miliardi“. +0,7% anche la crescita attesa per il Pil dell’Italia.
Non solo Pnrr ma anche Zes e fondi di coesione
La crescita delle regioni del Sud non è dovuta solo al Piano di resilienza, seppure esso sia uno strumento molto importante ma anche ai fondi di coesione europea, per i quali il governo ha stipulato singoli accordi con le Regioni, e alle opportunità della Zes, provvedimento varato dall’Esecutivo Meloni, che ha portato a una forte defiscalizzazione degli investimenti.
L’effetto dell’accelerazione in dirittura d’arrivo degli investimenti del Pnrr è “ben visibile, in primo luogo, nell’accelerazione delle spese in costruzione”, vista al +6,2% al Sud ed al +4,6% nel Centro-Nord.
Le previsioni Svimez prevedono una contrazione del Pil nel Mezzogiorno per il 2027, dovuta proprio alla fine del programma del Pnrr, ma l’analisi stima comunque una crescita del Pil intorno allo 0,4% al sud, a conferma della incisività delle altre misure di sostegno presenti.
Il ruolo delle regioni
Di particolare importanza sarà il ruolo che eserciteranno le regioni meridionali. Sono loro che devono gestire i centri di spesa ed evitare che il flusso delle risorse si disperda o venga speso malamente. Vale per la gestione delle infrastrutture create attraverso il Pnrr, ma vale anche per i fondi di coesione, nel passato utilizzati diversamente e in maniera sbagliata. L’impegno del governo Meloni è stato notevole e senza precedenti.