"Non tollerano il dissenso"
Guai a criticare Lepore, il Pd “epura” Gualmini e Calenda (ma non Renzi) dalla Festa dell’Unità. Il leader di Azione: “Che dolore…”
L'ex parlamentare dem infilza i sui ex compagni: "Siamo arrivati al punto per cui chi si permette di avanzare critiche all'amministrazione di Bologna diventa reo di lesa maestà. Anche l'anno scorso non fui invitata perché in dissenso con la linea del partito
Ecco i veri democratici, alla faccia dell’inclusività e della dialettica politica. Elisabetta Gualmini approdata da poco ad Azione, travolge il su ex partito, il Pd, dopo che il segretario dem di Bologna, Enrico Di Stasi, non ha invitato né lei né il segretario Calenda alla Festa dell’Unità. Escludere è il modo peggiore di inaugurare una kermesse politica. La decisione non fa certo onore al primo partito di opposizione. Ancor meno decorosa la rivendicazione del non invito. Gualmini gliene dice di ogni. E Calenda su X risponde alla sua maniera: “Che dolore immenso, non so se mi riprenderò più”. Il campo largo non sa unire le forze neanche in una kermesse locale, parliamone…
Gualmini stende il Pd di Bologna che per ripicca non l’ha invitata alla Festa dell’Unità
Dice Gualmini: “Il segretario del Pd di Bologna Di Stasi annuncia che Calenda e i rappresentanti di Azione non saranno invitati alla Festa dell’Unità di Bologna. A dire il vero io non sono stata invitata nemmeno l’anno scorso, quando ero nel Pd! Mi viene da pensare per i punti di vista diversi che esprimevo rispetto alla maggioranza del partito. (E poi ci si stupisce se un gruppo nutrito di persone è uscito dal Pd…). Ora, non mi sono offesa l’anno scorso- aggiunge – né mi offendo quest’anno, ma almeno evitiamo di propugnare ovunque l’inclusività. Siamo arrivati al punto per cui nella comunità cosiddetta progressista chi si permette di avanzare critiche all’amministrazione di Bologna e al Sindaco Lepore o diventa reo di lesa maestà oppure si trasforma in un minuto in un pericoloso fascista della destra più estrema. Mah”.
La figura barbina del Pd bolognese: Calenda ironizza: ““Che dolore immenso, non so se mi riprenderò più”
Un affondo che evidenzia tutti i limiti di un partito che dovrebbe avere l’egida del centrosinistra e guidare la “rimonta” verso Palazzo Chigi, federando, dialogando. Com’è lontano il modello Atreju con cui FdI apre le stagioni politiche all’indegna del dialogo e del confronto anche con gli avversari…. Il Pd di Bologna ne esce malissimo, non sa dialogare neanche con figure che pure hanno fatto parte della “ditta”, come Gualmini. Prevale lo spirito di vendetta e la sindrome del tradimento? Diciamo che l’ex dem ora in Azione non dovrebbe stupirsi del modo di agire dei suoi ex sodali: o sei con loro o contro di loro. “Azione- dice Di Stasi- sta cercando di capire dove collocarsi nel dibattito nazionale; ma vedrei come non naturale un’adesione di Elisabetta Gualmini ai valori del centrodestra. E’ stata eletta in tutte le occasioni con il Partito democratico e all’interno del centrosinistra, è un tema di coerenza”. Fa tutto da solo. Il segretario del Pd bolognese preferisce inseguire fantasmi e retroscenisti piuttosto che fare politica. Di Stasi, parlando a margine di una conferenza stampa nella sede della federazione in via Andreini, dimostra una ristrettezza di orizzonte politico rifiutando il dialogo ed escludendo pezzi di opposizione. Problemi suoi.
Renzi ci sarà, Calenda no. Guai a mettersi contro il sindaco Lepore…
Il bello è che Matteo Renzi ci sarà. Di Stasi, alla presentazione della Festa dem di Bologna in programma dal 27 agosto al 20 settembre lo rivendica esplicitamente: “Abbiamo invitato Renzi, come avevamo fatto anche l’anno scorso – spiega Di Stasi -. Non abbiamo invitato Calenda, anche perché siamo rimasti abbastanza sconcertati dalle dichiarazioni sue e degli esponenti di Azione di questi giorni”. Secondo Di Stasi, “fino a qualche settimana fa stavamo lavorando insieme anche per costruire un allargamento dell’alleanza”; ma ora “capiremo in futuro che tipo di rapporti avremo”. Sull’ipotesi di una candidatura a sindaco dell’eurodeputata Elisabetta Gualmini, sostenuta da Azione, il segretario dem bolognese invita alla prudenza. “Non è ancora chiaro che cosa intenda fare Elisabetta Gualmini. Non è neppure chiaro se questo affacciarsi sia più un segnale nazionale o locale. Elisabetta farà quello che riterrà più opportuno insieme al suo partito. Noi non siamo preoccupati, andiamo avanti con il nostro lavoro, forti del nostro operato e anche del supporto dei bolognesi”. Non valeva la pena invitare l’ex dem e chiederglielo espressamente come si fa in un’autentica festa di partito e non di una conventicola?