Il giallo mai risolto
Delitto di via Poma, test del Dna su otto persone mai indagate: la Procura continua a cercare la verità
Proseguono, dopo 36 anni, le indagini sull'omicidio di Simonetta Cesaroni, uccisa a Roma il 7 agosto 1990
Nessuna svolta, almeno per ora, nel delitto di Via Poma. Anche se la Procura della Repubblica della Capitale ha riaperto le indagini sottoponendo ben otto persone a dei test genetici. Con risultati negativi.
Gli accertamenti
Gli ultimi accertamenti scientifici disposti nell’ambito dell’indagine sulla morte di Simonetta Cesaroni , la ragazza di 21 anni uccisa con 29 coltellate il 7 agosto 1990 negli uffici del Comitato Regionale degli Ostelli della Gioventù, non hanno portato ai risultati sperati.
Nel mese di giugno, le analisi genetiche condotte su otto persone – cinque donne e tre uomini – hanno dato esito negativo. I profili presi in esame sono stati comparati con le tracce biologiche estratte dai reperti sequestrati all’epoca dell’omicidio, ma nessuno di essi ha trovato una corrispondenza.
La decisione del Gip
La decisione di effettuare questi nuovi esami genetici si inserisce nel solco tracciato dal Giudice per le Indagini Preliminari che, nel dicembre del 2024, aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dai PM, disponendo un’ulteriore e approfondita serie di accertamenti. Nuove analisi del DNA: la comparazione scientifica delle tracce biologiche prelevate nella stanza del delitto con le tecnologie attuali. Revisione del materiale fotografico: un riesame dettagliato delle immagini della scena del crimine scattate all’epoca. Ascolto delle testimonianze.
Da Vanacore a Busco, tutti estranei all’omicidio
Le indagini iniziali furono fortemente ostacolate dalla contaminazione della scena del crimine, ripulita in parte prima dell’arrivo della scientifica. Nel corso degli anni, i principali sospettati sono stati tutti scagionati o assolti. Pietrino Vanacore: lo storico portiere dello stabile di via Poma fu il primo sospettato. Dopo vent’anni di pressioni e sospetti, l’uomo si è tolto la vita nel 2010, poco prima di dover testimoniare nel processo contro Busco. Raniero Busco, l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni fu condannato in primo grado a 24 anni di carcere nel 2011. È stato successivamente assolto definitivamente dalla Corte di Cassazione nel 2014 per non aver commesso il fatto.
Federico Valle: nipote dell’architetto Cesare Valle (che viveva nel palazzo), fu indagato nelle prime fasi sulla base di alcune testimonianze poi ritenute inattendibili e infine prosciolto. Il mistero continua.
Gli errori esiziali commessi all’epoca delle indagini forse sono stati determinanti in senso negativo. Da ben 36 anni, supponendo che sia ancora vivo e sperando che un giorno possa essere preso, un assassino feroce è libero. E una famiglia attende di avere giustizia.