Lite e confusione
Campo largo, la rissa tra Conte e Schlein spalanca la strada al terzo candidato premier: ecco chi avanza
Politica - di Luca Maurelli - 18 Luglio 2026 alle 13:06
L’ultima incomprensione, si fa per dire, è sulla strage nazista di Sant’Anna di Stazzema: il 12 agosto 2026 saranno ottantadue anni dall’eccidio, quando le truppe naziste fiancheggiate da collaborazionisti fascisti uccisero 560 persone. Per questa edizione sarà presente, come si è visto, il vice presidente e ministro degli esteri Tajani che porterà un saluto istituzionale del Governo. Ma un po’ a sorpresa, quest’anno la sua partecipazione si affiancherà a quella dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, già annunciato nei giorni scorsi come oratore ufficiale della commemorazione. “Si mostrano sorridenti, ma lontani dalle telecamere scende il gelo dopo la campagna anti-armi all’Ucraina lanciata da M5s. A peggiorare la situazione, l’invito al leader 5 stelle a parlare nell’anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema, che ha fatto infuriare la base Dem….”, scrive oggi l’Huffinghton Post. Che parla anche di una proposta di mediazione da parte di Bersani, per provare a scrivere il programma, proposta al momento respinta da entrambe le parti: non si fidano neanche di lui…
Il terzo incomodo tra Conte e Schlein? Più di uno…
Ma tra Conte e Schlein, a quanto pare, lo stallo messicano, anzi, ucraino, viste le divergenze sulla politica estera, è foriero di ambizioni per altri possibili candidati. La riforma della legge elettorale, in dirittura d’arrivo, prevede l’indicazione del candidato premier sulla scheda: e qui casca non solo l’asino, ma anche il campo largo. C’è da fare una scelta chiara e irrevocabile, molto prima del voto, anche perché la Meloni potrebbe anche provare a cogliere l’opposizione di sorpresa. Secondo Il Fatto Quotidiano il “terzo uomo” sarebbe in effetti un uomo, e non una donna, pronto a scendere in campo per mettere d’accordo Conte e Schlein. “Il nodo della leadership nel centrosinistra è sempre lì che non si scioglie. Le elezioni prima o poi arriveranno (più prima che poi) e l’ansia cresce. Soprattutto nel Pd, che non riesce a rebus e si ritrova nella palude… Ecco che partono gli identikit. Deve essere uno che va bene a Conte e pure a Schlein, tanto per cominciare. In questi giorni, va per la maggiore il nome di Antonio Decaro, presidente della Puglia, che per Palazzo Chigi studia da anni e che in questi mesi ha coltivato ottimi rapporti con l’Avvocato”. Eccolo, il vero, possibile outisider, non sgradito affatto ai grillini. Ma dietro l’angolo ci sarebbe anche Roberto Gualtieri, il sindaco di Roma. Poi i soliti noti, Silvia Salis, sindaca di Genova e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli. “La prima risulta troppo renziana, come approccio, più che come effettiva relazione con il fu Rottamatore. Il secondo non convince in un eventuale corpo a corpo elettorale con Giorgia Meloni. Si fa un gran parlare di Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, molto legato a Franceschini e pure a Sergio Mattarella, che da mesi sta girando l’Italia con il suo libro sulla sicurezza…”. Ma la domanda nasce spontanea: chi lo conosce?