Amara ironia dal fronte
Botta e risposta Zelensky-Putin. “Se hai liberato Kostantinovka, allora vediamoci lì”; “Ma la capitale resta Mosca”
Nuovo botta e risposta a distanza tra Mosca e Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky ha proposto ironicamente al presidente russo Vladimir Putin di tenere i colloqui bilaterali per la pace a Kostantinovka (Kostiantynivka in ucraino), visto che Mosca ne ha rivendicato la “liberazione”. Zelensky ha denunciato che nel Giorno dell’Indipendenza americana “Putin ha deciso di mentire al mondo e al presidente statunitense Donald Trump sulla situazione al fronte”. Kiev smentisce categoricamente la caduta della città che lo zar, invece, ha annunciato di aver liberato. “Dopotutto, la sua dichiarazione sulla presunta cattura di Konstantinovka a parte dei russi non corrisponde alla realtà'”, ha detto Zelensky sui social. “Se Konstantinovka è ora sotto il controllo russo, allora probabilmente Putin non avrà problemi a incontrarmi lì. E a trovare soluzioni diplomatiche per porre fine alla guerra”, ha proposto il leader di Kiev. “Ma non attraverserà il fronte: la verità è ben diversa dalle parole di Putin”.
Botta e risposta Zelensky-Putin sulla “liberazione” di Kostantinovka
Di lì a poco la replica di Mosca. Il Cremlino ha accolto con favore la proposta del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di incontrare Vladimir Putin a Konstantinovka. Ma insiste sul fatto che è Mosca il luogo adatto dove lo aspetta il leader russo. “Se il signor Zelensky esprime in questo modo la sua disponibilità a venire nella Federazione russa, lo accogliamo con favore. Ma vorremmo ricordare che anche Putin si è detto disponibile a riceverlo a Mosca. Dopotutto, Mosca, non Konstantinovka, è la capitale della Federazione russa. Pertanto, può venire a Mosca non appena sarà pronto a prendere decisioni importanti e di grande responsabilità”. Così il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.