Il prete coraggioso
Addio a don Antonio Mazzi, eroe dei giovani: le sue idee erano vicine alla destra. Cosa disse di Berlusconi e Meloni
Un eroe della strada, un uomo al servizio dei giovani, che amava profondamente. E’ morto oggi alle 17 a Milano, all’età di 96 anni don Antonio Mazzi. Ad annunciare “con profondo dolore” la scomparsa del suo fondatore e presidente è la Fondazione Exodus. “Circondato fino all’ultimo dall’affetto dei suoi ragazzi e degli educatori – si legge in una nota – don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant’anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l’intera vita all’accoglienza e all’educazione”.
Don Antonio Mazzi e la sua esperienza con la Fondazione Exodus
Nato a Verona il 30 novembre 1929, Antonio Mazzi termina gli studi classici presso il Seminario Vescovile di Verona nel 1950 e quelli teologici e filosofici a Ferrara nel 1955. Il 26 marzo 1955 viene ordinato a Ferrara sacerdote nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da San Giovanni Calabria a Verona nel 1907.
Don Mazzi cominciato da subito ad approfondire le problematiche dell’età evolutiva, frequentando dal 1962 al 1965 corsi di specializzazione di psicologia, psicopedagogia e psicanalisi delle istituzioni a Roma, a Milano e presso la facoltà di pedagogia speciale con Andrea Canevaro a Bologna. Dal 1970 per approfondire le problematiche della disabilità ha frequentato vari stages all’estero (alla Columbia University negli Usa; in Germania nel centro di riabilitazione di Heidelberg; in Olanda a Hoensbroek, in Francia nel Centro di riabilitazione di Mulhouse, in Svizzera nella Comunità terapeutica di Zetwil e in Israele nei kibbutz). Gli sono state conferite 3 lauree ad honorem in pedagogia: Palermo nel 1994, Lecce nel 1996, Macerata 2004.
Dal 1955 al 1962 è stato prima vicedirettore e poi direttore presso la Città dei Ragazzi a Ferrara e nella casa di Formazione a Roncà di Vicenza. Dal 1962 al 1969 è responsabile del Centro Giovanile della Parrocchia S. Filippo Neri affidata ai sacerdoti dell’Opera, nella borgata Primavalle di Roma. Risale a questi anni la sua collaborazione con il Centro Sportivo Italiano (Csi) e con gli scouts (Agesci). Nel 1969 diventa direttore del Centro Professionale Don Calabria di via Roveggia Verona dà vita alle prime case famiglia per i giovani handicappati e si dedica al potenziamento delle attività di riabilitazione fisico-motorie, creando il centro “Claudio Santi”. Nel 1979 diviene direttore dell’Opera don Calabria di Milano in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro, tragicamente famoso come il più grande mercato europeo dello spaccio. Risale a questi anni la presa di coscienza della gravità del fenomeno della tossicodipendenza, concretizzatasi con l’ideazione del Progetto Exodus. Lotta per la realizzazione concreta di percorsi alternativi al carcere per ex terroristi ed ex tossicodipendenti. Nel 1984, dopo aver pulito il Parco Lambro con le forze del territorio chiede di occupare la Cascina “Molino Torrette” che diventerà poi la sede madre dei Progetti Exodus. La significativa esperienza dei progetti consiste nel trasformare le terapie residenziali predominanti allora nel recupero dei tossicodipendenti in pedagogie itineranti. Il 9 agosto 1996 con il decreto del Presidente della Repubblica il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri dislocati su tutto il territorio nazionale e una ventina di cooperative. Don Mazzi fonda nel 1996 l’Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle Comunità, con un centinaio di comunità iscritte.
Il giornalismo e la politica
Don Mazzi ha avuto una lunga collaborazione con quotidiani locali e nazionali, periodici nazionali e importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire, Jesus, Vita Pastorale, Tiscali, Night Time. Per anni è stato ospite su varie reti televisive e radiofoniche, in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità e di maggiore interesse, tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione ecc., La partecipazione fissa per molti anni alla trasmissione “Domenica in” su Rai 1 ha significato un sofferto ma deciso passo avanti per spingere la testimonianza cristiana a manifestarsi utilizzando in maniera diversa i più moderni mezzi di comunicazione.
Politicamente, in diverse occasioni ha mostrato vicinanza alle idee della destra cattolica e stima per alcuni esponenti del centrodestra, in particolare Silvio Berlusconi, di cui ha apprezzato alcuni aspetti umani, pur senza aderire a Forza Italia. “Mai perdono a chi ha condannato Berlusconi“, disse.
Negli ultimi anni ha espresso anche parole di apprezzamento per Giorgia Meloni, soprattutto sul piano della determinazione personale e di alcune politiche per la famiglia. “Una donna coraggiosa e determinata capace di assumersi responsabilità in un momento difficile per il Paese”. Meno facile il rapporto con la sinistra: ha spesso criticato quella che considerava una sinistra troppo ideologica e distante dai problemi concreti del disagio giovanile, pur condividendone talvolta le battaglie sociali.