Spiragli di pace
Zelensky scrive a Putin: “Incontriamoci e mettiamo fine alla guerra”. Gelo di Mosca: i giornali russi ignorano l’appello
Si apre uno spiraglio di pace tra Kiev e Mosca: Volodymyr Zelensky tende la mano a Vladimir Putin e lo invita a un incontro diretto per mettere fine alla guerra. Lo fa con una lunga lettera aperta pubblicata il 4 giugno, in cui accusa il leader del Cremlino di aver trascinato la Russia e l’Ucraina in un conflitto che dura ormai da anni e che continua a provocare migliaia di vittime.
La mossa arriva in un momento particolarmente delicato. Solo il giorno prima, l’Ucraina aveva lanciato una serie di attacchi in territorio russo, colpendo un importante terminal petrolifero e obiettivi militari mentre Putin era impegnato a San Pietroburgo per il principale forum economico del Paese.
Nella lettera, Zelensky ripercorre le tappe della guerra e attribuisce al presidente russo la responsabilità del conflitto. «Qualunque cosa tu dica sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale», scrive il leader ucraino. «È così che la storia la ricorderà».
Zelensky sostiene che la Russia non sia riuscita a raggiungere gli obiettivi iniziali dell’invasione del 2022 e sottolinea il peso delle sanzioni internazionali, delle perdite militari e del crescente malcontento interno. «I cittadini russi non amano i nostri droni e missili. Non amano l’aumento dei prezzi, la carenza di benzina e il fatto che questa guerra sembri non avere una fine», afferma.
Il presidente ucraino propone un incontro in un Paese neutrale e si dice disposto a sostenere un cessate il fuoco completo durante i negoziati. Tra i primi passi suggeriti, anche uno scambio totale di prigionieri. «L’Ucraina offre di porre fine a questa guerra. Propongo un incontro con te», è l’appello rivolto direttamente a Putin.
Nella lettera, Zelensky invita inoltre il Cremlino ad abbandonare le richieste considerate irrealistiche e le tattiche dilatorie. «La linea del fronte oggi è il punto da cui deve iniziare la diplomazia», scrive, sottolineando che le decisioni prese adesso influenzeranno il futuro delle prossime generazioni di ucraini e russi.
La risposta di Mosca non si è fatta attendere, ma non è stata incoraggiante. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha replicato con una formula ormai abituale: «Se Zelensky vuole incontrare Putin, può venire a Mosca». Finora il presidente russo ha sempre evitato colloqui diretti con il leader ucraino, anche se a maggio aveva aperto per la prima volta alla possibilità di un incontro in un Paese terzo. Il sito della Tass non ha dato notizia della lettera di Zelensky, mentre i giornali ucraini danno grande enfasi all’iniziativa del presidente Zelensky.
Sulla vicenda è intervenuto anche Donald Trump. Interpellato alla Casa Bianca, il presidente americano ha definito positiva l’ipotesi di un vertice tra i due leader: «Sarebbe fantastico se si incontrassero. Dovrebbero riuscirci».
Secondo Zelensky, esiste una finestra temporale limitata per arrivare a un’intesa diplomatica. «Prima dell’inverno dobbiamo trovare un modo per sederci e parlare», ha dichiarato nei giorni scorsi. Una corsa contro il tempo che potrebbe decidere il futuro del conflitto più sanguinoso in Europa dalla Seconda guerra mondiale.