Tennis e armi
Ucraina-Russia, la guerra si sposta sui campi del Roland Garros. Kostyuk accusa Andreeva: “Tace sui morti di Putin”
Esteri - di Luca Maurelli - 4 Giugno 2026 alle 13:47
La guerra è guerra, brutta, sporca e cattiva, sempre, e lo sport dovrebbe essere altro, gioia, lealtà, rispetto. Ma quando di mezzo ci sono due tenniste, una ucraina, Marta Kostyuk, l’altra russa, Mirra Andreeva – che oggi dalle 15 si giocano un posto per la finale dello Slam di Parigi, al Roland Garros – è chiaro che la guerra di parole, e di racchette, rischia di sovrapporsi a quella delle armi e tenere banco perfino più che sul campo di battaglia. “Non so come si possa dormire sonni tranquilli durante la notte quando il tuo paese sta uccidendo altra gente”, ha detto Marta Kostyuk a chi le ha chiesto della sfida della semifinale di oggi contro la russa Mirra Andreeva. Nei giorni scorsi, la tennista ucraina aveva pianto in conferenza stampa dopo aver saputo dell’ennesimo attacco russo a Kiev.
Marta Kostyuk sfida Mirra Andreeva al Roland Garros, Ucraina contro Russia
Lacrime e rabbia, dall’ucraina, silenzio dalla russa. “E’ stato davvero difficile scendere in campo: non sapevo se sarei riuscita a smettere di pensarci. Nei giorni seguenti è andata meglio: amici, familiari e tutte le persone a cui avevo scritto mi avevano rassicurata. Sono entrata in campo, mi sono concentrata solo sul mio tennis. Insomma: dipende dalla partita, dalla notte trascorsa, dalla sicurezza della mia famiglia. Dipende anche da quanto una notizia mi abbia colpita o spezzato il cuore. Dopo le partite leggo tutto, ma prima cerco di evitarlo”, ha detto la Kostiuk.
E la Andreeva? Non ha replicato. La giovane tennista russa, che agli Open di Francia, come in tutte le competizioni internazionale scende in campo senza poter esibire la bandiera di Mosca, non ha replicato. E forse anche per questo la Kostyuk ha insistito. “Conosco persone che hanno lasciato la Russia non appena è iniziata la guerra, che hanno venduto tutte le loro attività, che si sono lasciate tutto alle spalle perché semplicemente non condividono ciò che il loro Paese sta facendo agli altri”, facendo riferimento alla collega Daria Kasatkina, che l’anno scorso ha cambiato nazionalità sportiva passando dalla Russia all’Australia. Kostyuk ha poi ribadito che non stringerà la mano all’avversaria russa: “Sono tutti adulti. Sanno di cosa parlano. Sanno cosa sta succedendo. Hanno i telefoni. Hanno Instagram. Si informano”.