2 giugno e distrazioni
Svegliate la sinistra ancora a lutto: per la prima volta c’è una donna a Palazzo Chigi, si chiama Giorgia Meloni ed è di destra
Politica - di Gloria Sabatini - 3 Giugno 2026 alle 17:59
Silenzio, non dire nulla, fare finta di niente. Hai visto mai che a forza di negare l’evidenza e mettere bavagli la realtà cambi verso? Che tenerezza questa sinistra che pretenderebbe di “sbianchettare” pezzi di storia quando non sono di suo gradimento. Parola d’ordine: tacere, ignorare, silenziare. Peccato però che la storia “siamo noi, padri e figli”, come recita Francesco De Gregori. E nella storia sta scritto che la prima presidente del Consiglio donna della storia repubblicana si chiama Giorgia Meloni, leader e fondatrice di Fratelli d’Italia, erede del Msi-An. Uno scandalo, uno scherzo del destino.
La sinistra fa finta di non sapere che c’è una donna a Palazzo Chigi…
A rompere il tetto di cristallo non è una signora cresciuta a pane e Bella Ciao, non una femminista della prima ora di provata fede antifascista. La faccenda è “grave”. È un rospo troppo duro da ingoiare per le sinistre in ritardo con la storia e alle prese con troppi fantasmi del passato. Un affronto da esorcizzare a tutti i costi. Peccato che i baldanzosi paladini della Repubblica (o meglio dello status quo) abbiano a disposizione poche cartucce, non particolarmente efficaci. Mostrificare la “premier sbagliata”, agitare lo spettro della deriva autoritaria, chiamare a raccolta le sentinelle democratiche a difesa della “Costituzione ferita”. Oppure, come in occasione degli 80 anni della Repubblica e del primo voto alle donne, fare finta che Meloni non sia mai esistita. Nel profluvio di omaggi, testimonianze, commemorazioni, video ed eventi non un accenno alla prima presidente del Consiglio donna. C’è spazio per Nilde Jotti e per Tina Anselmi, ça va sans dire, ma non per la leader di FdI che dal 22 ottobre 2022 è a capo del governo della nazione.
Video, testimonianze, speciali, eventi, volti noti e semplici cittadini
Ottima l’iniziativa serale del Colle dopo l’emozione della parata ai Fori Imperiali, con un insospettabile presidente Mattarella in versione pop. Di grande impatto l’apertura al pubblico dello spazio antistante il Quirinale, di sicuro effetto l’iniziativa “I volti della Repubblica”. Una carrellata variopinta di brevi video dove ognuno racconta la ‘sua’ Repubblica. Semplici cittadini e volti noti dello sport e dello spettacolo che dal sito del Quirinale sono balzati su tutti i social. Da Checco Zalone a Claudio Bisio, da Jasmine Paolini a Geppi Cucciari, da Fabio Rovazzi a Sara Errani, da Andrea Pennacchi a Matteo Berrettini. Emozioni che corrono ripercorrendo 80 anni di storia nazionale. Un archivio vivente di donne e uomini, di tutte le Regioni e di ogni età: i volti (e le voci) della Repubblica. Ma non un accenno alla premier Meloni. Neppure nel corso dei tanti omaggi alla “prima volta” delle donne alle urne. Sarebbe stato davvero facile, perfino scontato. Donne al voto, prima donna della storia a Palazzo Chigi: facile facile. E invece niente.
La sinistra non ha ancora elaborato il lutto
La verità è che la sinistra, scava scava, non ha ancora elaborato il lutto. E forse, a pensar male, ha pure maldigerito il video diffuso da Fratelli d’Italia in occasione del 2 giugno. Poche immagini iconiche che riaprono una ferita che sanguina. Per la prima volta le donne italiane possono votare alle elezioni. Ma ce n’è una – racconta il filmato – che non vuole andare ai seggi: “Se finora hanno fatto a meno del mio voto, possono fare anche senza”, dice al marito che le chiede di ripensarci. “Ci dormo su”, gli risponde mettendosi a letto. E così, nella notte, fa un sogno: il giuramento di Giorgia Meloni come presidente del Consiglio al Quirinale 76 anni dopo, nel 2022. Un sogno che spinge la donna a svegliarsi di soprassalto e correre al seggio. Un incubo per le opposizioni in cerca di spallate e nemici da disarcionare.