I conti non tornano del tutto, a sinistra, nemmeno sull’ambiente. Nella piattaforma di consultazione politica lanciata a maggio dal duo Bonelli-Fratoianni, Alleanza Verdi-Sinistra, dal nome Decidiamo, il “percorso partecipativo con cui punta a costruire il programma per le prossime elezioni politiche”, spuntano delle idee impreviste. Il nucleare, per esempio, ma anche una linea meno volta al disimpegno in Ucraina. Il cantiere politico, secondo l’analisi fatta da Pagella Politica, svela un mondo di sinistra che da un lato rinnega alcuni ideologismi, come sull’energia, da un altro chiede maggiore radicalità, come sulla nazionalizzazione delle banche e sulla patrimoniale.
La sinistra che viene contraddetta da sinistra sul nucleare
A poco più di un mese dal lancio di Decidiamo, la piattaforma partecipativa con cui Alleanza Verdi-Sinistra vuole costruire il programma per le Politiche del 2027, emergono già alcune sorprese. Se molte delle oltre 800 proposte pubblicate dagli iscritti sono in linea con le posizioni ufficiali di Europa Verde e Sinistra Italiana, su alcuni temi chiave – spiega la testata politica – la base sembra prendere una strada diversa da quella indicata dalla dirigenza.
Il caso più evidente riguarda il nucleare, da sempre una delle principali linee rosse della coalizione. La carta dei principi che ogni partecipante deve sottoscrivere contiene infatti un esplicito «netto no all’energia nucleare». Eppure tra le proposte più votate della piattaforma figurano iniziative che chiedono di aprire il dibattito sull’atomo o addirittura di inserire il nucleare nel mix energetico nazionale accanto alle fonti rinnovabili.
La proposta più sostenuta, “Apertura all’energia nucl34r3”, ha raccolto oltre 500 voti e più di 130 commenti. Altri utenti chiedono di valutare le centrali di nuova generazione e avvertono che la contrarietà pregiudiziale al nucleare rischia di allontanare potenziali elettori. Un orientamento che contrasta apertamente con la posizione ufficiale di Avs. Anche sul fronte della guerra in Ucraina emergono sensibilità differenti rispetto alla tradizionale impostazione pacifista della coalizione. Diverse proposte chiedono infatti un sostegno più deciso a Kiev, compreso l’aiuto militare e il rafforzamento della difesa europea. Alcuni utenti arrivano a definire il sostegno all’Ucraina un «imperativo morale» e sostengono la necessità di costruire un esercito comune europeo.
Sul fronte opposto, altri iscritti spingono invece per una linea ancora più radicale rispetto a quella del partito, chiedendo l’uscita dell’Italia dalla Nato, mentre le proposte economiche più votate ci sono la nazionalizzazione di banche, assicurazioni, grandi gruppi industriali, aziende energetiche e infrastrutture, fino all’esproprio senza indennizzo e al controllo diretto delle imprese da parte dei lavoratori.