I posti sono solo 350
Silvia Salis, il bluff delle vacanze gratis agli anziani. FdI la smaschera: “Spende più per il Pride e la consulente Lgbtq+” (Video)
Oltre l'ennesimo video-annuncio della sindaca di Genova. Il coordinatore in regione Liguria di FdI, Matteo Rosso, evidenzia i veri numeri e i beneficiari- pochissimi- dell'iniziativa, oltretutto modulata senza gara comparativa
Li presenta come una “novità che mancava da troppo tempo”, ossia i viaggi per gli anziani a prezzi calmierati – quasi gratis- per gli over 65. Ma è tutto fumo e propaganda e poco arrosto, perché a beneficiarne saranno in pochissimi e solo se poverissimi. Gratis ma non troppo. La prima cittadina di Genova decanta l’iniziativa dai suoi profili social. “Sappiamo bene quanto l’estate possa diventare un momento di solitudine per le persone anziane. E Genova, tra le città europee con l’età media più avanzata, vuole dare l’esempio: i “senior” sono una risorsa attiva della nostra società e vanno accompagnati, ascoltati e curati con grande attenzione. Per aiutare i nostri anziani a non rimanere soli e a trovare ristoro dalla calura estiva, assieme all’assessora Cristina Lodi e ai suoi uffici, abbiamo organizzato soggiorni di una settimana, da giugno a settembre, in località di mare, montagna e collina.
Genova, Silvia Salis: Vacanze (quasi) gratis per gli over 65. Ma è solo propaganda
“I pacchetti -prosegue Salis- saranno a prezzi calmierati, tra i 300 e i 600 euro: e comprenderanno viaggio, pensione completa, sistemazione in camera doppia, attività e movimento. E per fare in modo che nessuno resti escluso, abbiamo previsto contributi comunali importanti per chi è più bisognoso e seguito dai nostri servizi sociali; che potranno arrivare a coprire anche l’intera quota. Daremo inoltre priorità di accesso a chi risiede nei quartieri interessati dai cantieri delle grandi opere, perché durante l’anno deve sopportare qualche disagio in più. L’intervento sarà finanziato con gli utili di Farmacie Genovesi, le nostre farmacie comunali. E avremo anche il supporto di Auser e dei sindacati dei pensionati”. Vuole l’applauso, ma la sindaca renziana non la dice tutta e non è tutto oro quel che si vuole propagandare. A smascherare l’operazione è il coordinatore in regione Liguria di FdI, Matteo Rosso.
Rosso, (FdI): vacanze per gli anziani? Ecco il bluff
“Pareva strano che il sindaco di Genova, Silvia Salis, decidesse di occuparsi della città e delle necessità dei suoi abitanti. Come diceva qualcuno, a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: e così, se andiamo a vedere oltre l’ennesimo video-annuncio delle mirabolanti soluzioni di Silvia Salis, scopriamo che gli sbandierati viaggi gratis per gli over 65 genovesi tanto gratis non lo sono”. Rosso posta un video di un influencer che opera a Genova e che rivela una realtà diversa. “L’analisi delle parole della Salis la fa un suo diretto competitor, Mik Cosentino, un divulgatore che smaschera il bluff della politica – dice Rosso- : gratuità solo per chi è in povertà estrema, cioè una fascia molto bassa, 13mila euro di Isee. In pratica, se hai un monolocale e una macchina sei fuori: per gli altri si paga”.
La verità è che Salis spende più per la consulente Lgbtq+
Poi l’analisi va sui numeri: il budget di 170mila euro per supportare l’iniziativa si configura “in pratica molto meno di quanto la sindaca spende per la consulente Lgbtq+ che insulta chi è di fede cattolica, ma che arrivano dalle casse del Comune tramite le farmacie comunali. Gestiti da Auser – fa sapere Cosentino nel video –, non c’è stata gara comparativa. Ed è ormai un vizio di questa giunta non fare gare su nulla. Come sulla scelta degli hotel, che non sono a discrezione della persona. Infine, la mazzata: la rivelazione che i posti sono solo 350. Un’inezia”, rispetto alla fanfara con cui la Salis ha presentato l’iniziativa.
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Rosso: Non ci si fa belli sulle spalle degli anziani
“A questa conclusione aggiungo una mia personale postilla- conclude Rosso- : non si ingannano gli anziani. Non si fa una campagna mediatica su di loro, che hanno problemi seri come quello di trovare un bus che arriva in orario; o di girare per la città sicuri di non essere rapinati. Così come non ci si fa belli sulle spalle delle fasce deboli, su cui si sale quando fa più comodo”. La sintesi è una: “Il Comune di Genova investe molto sul Pride, sulla comunicazione e sugli studi alle università di Milano per progetti che poi sconfessa. Mentre relega temi più importanti per i cittadini, come mobilità e sicurezza, in fondo alla lista. Genova è passata dalla città del fare a quella del disfare. E ora si arriva a spacciare per gratis ciò che gratis non è”.