Vicenda da film
Quattro matrimoni possono bastare: il Campidoglio ‘frena’ le quinte nozze di uno sposo seriale romano. Ci scrive la quarta moglie
Ha 52 anni, quattro matrimoni alle spalle e un nuovo amore. Ma per sposarsi una quinta volta rischia di dover aspettare la burocrazia del Campidoglio. Protagonista un impiegato romano, emulo di Hugh Grant, con una passione smisurata per i matrimoni. I suoi. A 52 anni ne ha collezionati già quattro, tutti finiti con altrettanti divorzi. In attesa di convolare per la quinta volta a nozze, l’uomo è incappato nella micidiale macchina burocratica del Campidoglio.
Dopo quattro matrimoni celebrati in Comune, vorrebbe infatti convolare a nozze per la quinta volta nel 2027, ma rischia di dover fare i conti con i tempi dell’amministrazione capitolina. Il protagonista di questa vicenda, che chiameremo Ugo, perché la vicenda è per certi versi fantozziana, sta cercando di sposarsi per la quinta volta. Ma non ha fatto i conti con la macchina burocratica del Campidoglio.
L’ultimo matrimonio, il quarto, è stato celebrato nell’autunno dello scorso anno alle porte di Roma, dopo un brevissimo fidanzamento. Una decisione maturata rapidamente perché, racconta lui, la compagna dell’epoca spingeva per sposarsi. La convivenza successiva alle nozze avrebbe però evidenziato fin da subito profonde incompatibilità caratteriali.
A otto mesi dal divorzio dal Comune di Roma nessun via libera
La separazione di fatto è arrivata il 3 novembre 2025, poco più di un mese dopo il matrimonio. Nello stesso giorno la coppia ha inviato una Pec al Comune di Roma per avviare la procedura prevista per il cosiddetto divorzio breve davanti all’Ufficiale di Stato civile.
A giugno 2026, però, la convocazione non è ancora arrivata. Secondo quanto riferito dagli interessati, l’Ufficio separazioni e divorzi del Comune avrebbe motivato il ritardo con l’elevato numero di richieste e la carenza di personale. I tempi di attesa prospettati sarebbero addirittura compresi tra un anno e mezzo e due anni.
Una situazione che potrebbe avere conseguenze importanti sulla vita privata dell’uomo. Nel frattempo, infatti, si è nuovamente fidanzato e ha già programmato di sposare l’attuale compagna nel 2027. Senza la conclusione dell’iter di divorzio, però, non potrebbe ottenere lo stato libero necessario per contrarre un nuovo matrimonio.
Per questo motivo starebbe valutando una soluzione alternativa, quella della negoziazione assistita tramite gli avvocati. Procedura che consentirebbe di definire più rapidamente la separazione e il divorzio. Come spiegano i suoi legali, Alessandro Romanò e Chiara Missori del Foro di Roma. resta anche aperta l’ipotesi di un’eventuale richiesta di risarcimento danni qualora i ritardi amministrativi dovessero compromettere il progetto di nuove nozze.
Ugo, lo sposo seriale deve arrendersi alla burocrazia romana
Nonostante i quattro matrimoni alle spalle, l’uomo respinge l’etichetta di “collezionista di nozze”. «Mi sono sempre sposato per amore», spiega, sottolineando di essere rimasto in ottimi rapporti con tutte le sue ex mogli. La sua filosofia è rimasta immutata nel tempo: «L’amore può finire, ma non il rispetto e il bene per una persona con la quale si è percorso un tratto della propria vita».
La sua storia matrimoniale inizia nell’inverno 1992, quando aveva appena 18 anni. Dal primo matrimonio, celebrato con una compagna di scuola romana rimasta incinta, è nata una figlia. Il secondo sì è arrivato una decina di anni dopo con una impiegata statale di un’altra città: la relazione si è conclusa perché nessuno dei due voleva trasferirsi nel luogo d’origine dell’altro.
Il terzo matrimonio è stato celebrato nell’estate 2012 con una professionista romana, dalla quale ha avuto una figlia, oggi adolescente. È stato anche il rapporto più lungo. La crisi sarebbe arrivata negli anni successivi alla nascita della bambina, quando le dinamiche di coppia si sarebbero progressivamente deteriorate.
Tutti e quattro i matrimoni sono stati celebrati in Comune. Una scelta precisa: pur credendo profondamente nel matrimonio cattolico, l’uomo non si è mai sentito di sposarsi in Chiesa, considerandolo un vincolo indissolubile. Ora, però, per la prima volta aveva deciso di pronunciare il prossimo sì davanti all’altare. Un progetto che rischia di scontrarsi con i tempi della mostruosa macchina della burocrazia, sostiene Ugo. Ma la versione della quarta moglie non collima con quella fornita dal diretto interessato.
La replica della quarta moglie dello sposo seriale
La quarta moglie del “signor Ugo” ha infatti scritto al Secolo d’Italia per fornire la sua versione dei fatti e correggere la versione fornita dal consorte. Il tutto chiedendo di proteggere l’anonimato.
«Scrivo in merito all’articolo pubblicato dal vostro giornale. Sono la quarta moglie: mio marito ha rilasciato alcune informazioni non corrispondenti al vero. Intanto, il fidanzamento non è stato lampo, inoltre non è stato affatto pressato a sposarsi, in quanto è stato lui a chiedermi di sposarlo. Sottolineo infine che la separazione legale non è ancora iniziata, in quanto siamo in procinto di firmare un accordo di separazione tramite il mio avvocato ed il suo avvocato. Chiaramente la richiesta tramite il Comune di Roma ha i suoi tempi. Pertanto, siamo ancora legalmente sposati».