Amichettismo in cortocircuito
Premio Strega, il “caso Murgia” si sgonfia: nessuna esclusione per Mari, resta in gara. Lo dice il regolamento
Galeotto fu diverbio e chi lo animò: la vicenda che ha terremotato per interminabili giorni il Premio Strega si chiude con una sentenza burocratica che a suon di logica e di protocollo letterario intestato alla kermesse. Ossia: dopo lunghe e imbarazzanti disquisizioni sul tema in cui si è accarezzata l’ipotesi di una clamorosa e inedita squalifica per Michele Mari, presunto autore delle ingiuriose frasi indirizzate a Michele Murgia verso cui hanno puntato l’indice colleghi e non solo. Il tutto agitando lo spettro di un’epurazione in nome del politicamente corretto “postumo”…
Invece: Michele Mari resta in gara al Premio Strega. Dopo giorni di polemiche e richieste di presa di posizione, la Fondazione Bellonci ha chiarito che il regolamento non prevede né l’esclusione né il ritiro dei candidati. E così il caso che aveva agitato il mondo letterario finisce per infrangersi contro le regole della competizione.
Premio Strega, dopo il bailamme su Murgia, Michele Mari resta in gara
Insomma, alla fine un bagno di realtà ha spento il “fuoco amico” delle recriminazioni e delle accuse incrociate, prevalendo sulle isterie dell’amichettismo di sinistra: Michele Mari resta in gara. La Fondazione Bellonci, dopo giorni di imbarazzato silenzio seguito alle indiscrezioni pubblicate da La Repubblica su presunti insulti dello scrittore alla collega che non c’è più – con tanto di seguito che ha animato il dibattito nei salotti radical chic – ha chiarito una volta per tutte che l’esclusione dell’autore o un suo eventuale ritiro non sono previsti dal regolamento.
La Fondazione Bellonci chiude il caso: il regolamento non prevede il ritiro o la squalifica
E al netto degli imprescindibili principi di libertà di parola e di giudizio, la parola torna ai libri e al valore letterario, che non c’entrano assolutamente nulla con le dinamiche da cortile. L’intera vicenda, dunque, viene a liquidarsi come l’ennesimo, grottesco cortocircuito del solito “circoletto degli amichetti”: una casta autoreferenziale che prima si autocensura per paura di rompere i propri dogmi. Poi, davanti a codici e regolamento, è costretta a fare marcia indietro. Allora: nulla di fatto. Michele Mari, super favorito dell’ottantesima edizione del Premio Strega con il suo romanzo I convitati di pietra, resta ufficialmente in gara.
Premio Strega e polemica Mari-Murgia: si sgonfia il caso, tutto relegato nella bolla del “circolo degli amichetti”
La Fondazione Bellonci lo sancisce in una nota che, pur prendendo le distanze dalle “frasi inopportune” attribuite allo scrittore – come noto, secondo alcuni testimoni, Mari avrebbe espresso giudizi taglienti sulla scomparsa Michela Murgia, definendone l’intransigenza e la «violenza» verbale come uno sfogo legato all’aspetto fisico – ha dovuto ricordare l’ovvio: lo Strega è una competizione tra opere. Non una patente di conformismo ideologico o comportamentale. Nemmeno volendo, pertanto, l’autore potrebbe ritirarsi.
Premio Strega: «La parola torni ai libri»
E tant’è: l’intero “caso” – montato su indiscrezioni da pulmino durante il tour dei finalisti verso Bisceglie – e che si sarebbe consumato attorno a un presunto reato di lesa maestà, si sgonfia e torna a parole e numeri (della votazione finale). «Abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni”, ha spiegato la Fondazione, sottolineando tuttavia che lo Strega è una competizione tra opere e che la titolarità del premio spetta ai 460 Amici della Domenica. Da qui l’invito a spegnere le polemiche: “Vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura».
Sia chiaro: dopo che il motore dell’indignazione si era messo in moto tra scuse ufficiali pretese tramite l’editore Einaudi, con la scrittrice Teresa Ciabatti (in gara e amica della Murgia) che abbandona il tour in segno di protesta, e i guru della bolla letteraria arroccati in un silenzio assordante. Ma tant’è: i colpi in canna del fuoco amico deviano dal mirino e il dibattito probabilmente tornerà a relegarsi in chat private e cautelativi no comment. E la parola torna a chi avrebbe sempre dovuto averla: la letteratura e l’agone editoriale… Con un buona pace di un microcosmo di autori e maître à penser che resta diviso e polemico al suo interno.