La tassa sui ricchi
Patrimoniale, spunta l’uomo delle tasse Ruffini a seminare il panico nel campo largo: “Che errore…”
C’è il silenzio assenso di Conte, il sì della Schlein che davanti ai giovani industriali diventa no, il no e basta di Renzi, il sì di Avs e un Pup, Partito Unico della Patrimoniale, che inizia a contarsi e come sempre si ritrova alle prese con veti e pregiudizi. Cosa scrivere nel programma del campo largo in vista della campagna elettorale del 2027? Patrimoniale o no? Difficile dirlo, al momento. La parolina proposta anche oggi da Nicola Fratoianni, a nome della sinistra-sinistra, funziona da quel lato, molto meno sul fronte dei moderati. Lo dimostra la posizione assunte da colui che potrebbe essere “il terzo incomodo” nella corsa alla leadership del campo largo, l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che ha preso una posizione categorica: “Da elettore di sinistra parlare di patrimoniale a mio avviso è un errore”.
Patrimoniale, l’anatema di Ruffini alla sinistra-sinistra
“Prima di parlare di patrimoniale bisogna intendersi su cosa si intenda davvero: tassare i patrimoni o tassare i redditi che derivano dai grandi patrimoni? Sono due cose completamente diverse”, ha detto Ernesto Maria Ruffini, ospite di Piazzapulita su La7, come riferisce una nota. “Il punto non è inseguire slogan, ma tornare alla progressività fiscale prevista dalla Costituzione. In Italia, da molti anni, il sistema si è progressivamente allontanato da quel principio: flat tax, cedolari, imposte sostitutive, IVA. Oggi una parte enorme delle entrate dello Stato non è progressiva, ma proporzionale”, ha aggiunto Ruffini, secondo cui “non è normale che chi guadagna 50mila euro e chi guadagna 50 milioni si trovino davanti alla stessa aliquota massima IRPEF. Non è un problema di alzare le tasse: è un problema di giustizia fiscale”.
Perché punire chi ha sempre pagato le tasse?
“Se uno guadagna più di un milione o più di cinque milioni di euro, chiedersi se debba avere un’aliquota più alta di chi ne guadagna 50mila non è una bestemmia: è un tema di equità”, ha aggiunto, e sulla patrimoniale ha precisato: “Se una persona ha sempre pagato le tasse, ha risparmiato e ha costruito un patrimonio, quante volte vogliamo tassarlo ancora? Una tantum? Tutti gli anni? Gli togliamo tutto? È evidente che così il tema viene raccontato nel modo sbagliato”. “Da elettore di sinistra — ha concluso — mi piacerebbe che la sinistra tornasse al governo del Paese. Ma credo che la patrimoniale sia il modo più sbagliato di raccontare questa discussione. Il tema vero è l’equità: far pagare tutti il giusto, usare bene le risorse pubbliche e rendere conto ai cittadini di come vengono spesi i loro soldi. Questa è giustizia fiscale”.