Choc in classe
Modena, «Dammi le sigarette o sparo»: studente punta una pistola alla tempia del professore
È la stessa in cui c'è stato un incontro di boxe clandestino tra gli studenti. L'arma si è poi rivelata una riproduzione. L'insegnante ha denunciato l'accaduto con una nota sul registro, per poi informare il dirigente scolastico. Al momento, la scuola non ha rilasciato dichiarazioni sui provvedimenti adottati
Un professore dell’Istituto Galileo Galilei di Mirandola, nel Modenese, è stato minacciato con una pistola, poi rivelatasi una riproduzione di un’arma vera, da un alunno che voleva le sue sigarette. A riportarlo è stata la Gazzetta di Modena, ricordando che la scuola è la stessa in cui c’è stato un incontro di boxe clandestino tra gli studenti con tanto di guantoni e un arbitro. I due sono stati bocciati e il “direttore di gara” è stato sospeso. L’ultimo episodio risale al 21 maggio, otto giorni dopo la scazzottata tra gli alunni.
«Dammi le sigarette o sparo»: studente punta la pistola a un professore
Mentre il professore era alla cattedra, precisa il quotidiano cittadino, un gruppo di ragazzi si è avvicinato da dietro, prendendolo alle spalle, e uno di loro gli ha puntato la pistola alla tempia. «Dammi le sigarette o sparo», ha affermato di fronte allo sguardo intimorito del docente. Secondo le informazioni disponibili, l’arma a pallini era una riproduzione fedele di una vera. E così, il docente non ha potuto far altro che consegnare le sigarette all’aggressore. Il gruppetto si era poi allontanato, ironizzando sul fatto che in fin dei conti si trattasse di uno scherzo. Secondo la Gazzetta, l’episodio sarebbe anche stato ripreso con un video da parte degli studenti protagonisti della vicenda.
La nota sul registro del docente
Dopo essersi ripreso dallo choc, come riporta il giornale, l’insegnante ha formalizzato la segnalazione verso lo studente con una nota sul registro di classe in cui ha ricostruito quanto accaduto, dalla pistola a pallini fino alla richiesta di consegnare le sigarette e sottolineato la violazione degli articoli 6 e 4 – comma 2 – del regolamento d’istituto. Poi ha anche informato il dirigente scolastico dell’intimidazione subita. Per ora la scuola ha adottato il massimo riserbo sull’accaduto e sui provvedimenti disciplinari nei confronti del ragazzo.