Giornalisti nel mirino
“Mi sento più sicuro”: a una settimana dall’attentato per il cronista amico di don Patriciello scatta la scorta d’urgenza
Le sirene ancona risuonano e i riflettori sono accessi più che mai su libertà di stampa e sicurezza di chi fa informazione in prima linea. Il tema torna al centro dell’allarme nazionale, e per Adriano Cappellari, giovane e coraggioso cronista di Enego (in provincia di Vicenza), è stata ufficialmente disposta la scorta di quarto livello (un’auto non blindata con due carabinieri che lo accompagnerà in ogni sua uscita). La decisione è stata presa d’urgenza dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a una settimana esatta dal grave attentato incendiario subito dal giornalista nei pressi della sua abitazione.
Disposta la scorta per Adriano Cappellari a una settimana dall’attentato incendiario
Dunque, da questo momento in poi, ogni spostamento del cronista avverrà a bordo di un’auto non blindata, difesa e scortata da due carabinieri. Una misura drastica ma necessaria per garantire l’incolumità di un giornalista finito nel mirino della criminalità. Per Cappellari, del resto, erano già attive misure di sorveglianza discreta a causa di alcune lettere minatorie legate alla sua nota amicizia con don Maurizio Patriciello, il parroco in prima linea a Caivano, simbolo della lotta ai clan nella Terra dei Fuochi. Tutto al netto del fatto che le ultime risultanze investigative sembrano allontanarsi dalla pista camorristica, per stringersi attorno a questioni e criminali di matrice più strettamente locale.
Cappellari sotto scorta: «Situazione un po’ pesante, ma mi sento più sicuro»
A riguardo allora, con le indagini tuttora in corso. Indagini che sembrano allontanarsi dalla pista camorristica per abbracciare quella di artefici e questioni più locali, l’attenzione degli inquirenti è ora tutta focalizzata sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Con l’occhio telematico che ha ripreso un uomo di corporatura robusta. Con il volto coperto. E forse armato di pistola, nell’atto di piazzare l’ordigno artigianale.
«Una situazione un po’ pesante, devo abituarmi. Però almeno mi sento più sicuro», ha commentato a caldo Cappellari all’Adnkronos. Concludendo: «Le indagini sono in corso. Speriamo venga trovato presto il responsabile». Il tutto esprimendo fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine. E auspicando che il responsabile venga assicurato alla giustizia il prima possibile.