Acceleratore di pace
L’Italia scommette sulla diplomazia della scienza: cos’è Sesame, il laboratorio che unisce il Medio Oriente
L'Italia è diventata membro associato del progetto, uno dei più grandi esempi di cooperazione scientifica mondiale: ha sede in Giordania e vi lavorano fianco a fianco ricercatori palestinesi, israeliani, iraniani, turchi, egiziani, pakistani
L’Italia entra come membro associato in Sesame (Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East), traghettata per conto del governo dal ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha istituito un accordo di collaborazione che va a rafforzare la partecipazione italiana ad uno dei più grandi progetti di cooperazione scientifica mondiale. Il Sesame è un laboratorio internazionale che opera per conto dell’Unesco, con sede ad Allan, in Giordania, dove si svolgono ricerche scientifiche multidisciplinari.
Laboratorio multidisciplinare d’eccellenza
Il fulcro del Sesame è un sincrotrone di terza generazione, un acceleratore di particelle che permette di osservare e studiare la materia in scala microscopica, con un livello di precisione estremamente avanzato, che consente un’analisi chimica, strutturale ed elettronica della stessa. Uno studio così performante della materia, con mezzi così all’avanguardia, è a beneficio di svariati ambiti scientifici, dalla fisica alla chimica, dalla biologia alla medicina, fino all’archeologia, con l’analisi e la conservazione dei beni culturali.
L’investimento nella ricerca
L’Italia ha scelto di investire nella ricerca scientifica tramite il Sesame già da tempo, con il coinvolgimento attivo di diverse realtà nazionali, come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare o l’Università La Sapienza di Roma, insieme allo stanziamento di cinque milioni di euro per lo sviluppo di strumentazioni avanzate e la formazione del personale. Come si legge nel comunicato stampa del Mur, con l’ingresso come membro associato «l’Italia punta ora a rafforzare ulteriormente la propria presenza scientifica all’interno di Sesame e il proprio ruolo come ponte di cooperazione tra Europa, Mediterraneo e Medio Oriente, promuovendo la scienza come strumento di dialogo, innovazione e sviluppo condiviso».
Posizionamento strategico
L’ingresso nel Sesame, approvato ufficialmente il 20 maggio scorso, non è solo un investimento nella ricerca scientifica, ma un vero e proprio posizionamento strategico dell’Italia, in un’area turbolenta e complessa come quella del Medio Oriente, dove il linguaggio scientifico può diventare anche linguaggio diplomatico. Non è un caso, infatti, che il Sesame sia stato realizzato proprio in Giordania, paese che in ambito mediorientale ha rapporti diplomatici più o meno distesi con tutti e che quindi si presta ad ospitare un’infrastruttura del genere, che è stata pensata anche nell’ottica di dare un’eccellenza internazionale, che possa fungere da collante, ad una regione da sempre lacerata da guerre e tensioni.
Laboratorio diplomatico
All’interno del Sesame, infatti, lavorano gomito a gomito ricercatori e scienziati di numerose nazioni e di paesi del Medio Oriente anche in perenne conflitto tra loro: palestinesi, israeliani, iraniani, turchi, egiziani, pakistani. Ci si può imbattere in scienziati palestinesi che lavorano insieme a scienziati israeliani e iraniani, o ciprioti che lavorano insieme ai turchi, un vero e proprio “miracolo” diplomatico. È in quest’ottica che il ministro Bernini ha parlato di una «diplomazia scientifica che crea le condizioni per un mondo e un paese migliore».
L’esasperazione della conflittualità
In un momento storico dove la conflittualità politica entra a gamba tesa in ogni ambito della società, esasperando i rapporti tra le persone, l’esempio di un posto dove eccellenze di paesi in guerra tra loro collaborano in nome dello sviluppo e della ricerca scientifica è una boccata d’ossigeno in un mondo in apnea. Siamo lontani anni luce dalle polemiche sulla partecipazione o meno dell’Iran ai prossimi mondiali di calcio, o in ultima, dall’esclusione dello scrittore Erri De Luca dal festival della letteratura di Salerno per le sue posizioni filo israeliane, ma potremmo citare tanti altri casi in cui, senza entrare nel merito delle specifiche posizioni di ognuno, la contrapposizione politica fagocita tutto, invadendo campi che non le competono.
Oltre la ricerca e la diplomazia, il Sesame parla alla società
L’esempio del Sesame ci ricorda che se, in quanto uomini, siamo esseri conflittuali, con scontri e guerre annesse, in quanto esseri razionali però (nell’accezione aristotelica del termine), dovremmo anche essere in grado di distinguere gli ambiti relazionali in cui è lecito scontrarsi e quando invece magari vorremmo solo guardarci una partita di calcio o assistere ad una mostra d’arte in santa pace. Nell’antica Grecia durante le Olimpiadi, si sospendevano le guerre, ma lo spirito olimpico non era quello del pacifismo sessantottino e la quotidianità vissuta era sicuramente più dura e cruenta di oggi, ma forse era una società meno isterica della nostra.