Oltretevere
Leone XIV manda un segnale con la nomina di Maria Montserrat Alvarado. Ma non perché è donna
Il messaggio che arriva dalla designazione dell'ex Ceo di Ewtn News non riguarda la parità di genere, ma la volontà di ricomporre l’unità dei cattolici dopo gli strappi di Trump e anche dopo le frizioni di Bergoglio
Il 2 giugno scorso è stata annunciata dal Vaticano la nomina del nuovo responsabile del Dicastero per la comunicazione: si tratterà di Maria Montserrat Alvarado. La maggior parte dei commenti, procedendo con il pilota automatico, verte sul fatto che si tratti di una donna. Pochissimi colgono, invece, il vero motivo dell’importanza di questa scelta.
Il passato di Maria Montserrat Alvarado da Ceo di Ewtn News
La Montserrat Alvarado, infatti, dal 2023 era il Ceo di Ewtn News, il ramo giornalistico di Eternal World Television Network, uno dei più importanti network cattolici al mondo, fondato nel 1981 da Madre Angelica, una suora famosissima negli Usa per la sua opera di apostolato portata avanti per decenni tramite programmi radiofonici e televisivi, sulla scia del vescovo “mediatico” Fulton J. Sheen.
Cos’è l’Eternal World Television Network
Il gruppo è sempre stato considerato di tendenza tradizionalista o quantomeno conservatrice, attento a battaglie pro life e a favore della famiglia e del diritto naturale. Durante il pontificato di papa Francesco Ewtn ha fatto scalpore per la linea editoriale critica assunta nei confronti dell’operato del vescovo di Roma.
La differenza tra stampa cattolica italiana e americana
Per noi italiani è quasi impensabile che dei media cattolici attacchino il papa, ma proprio qui emerge una grossa differenza fra le due sponde dell’ Atlantico. In Europa e soprattutto in Italia la stampa cattolica è soprattutto stampa clericale, nel senso che i media cattolici sono sostanzialmente controllati, direttamente o indirettamente, dalle gerarchie ecclesiastiche. Questo porta spesso queste testate, più che ad analizzare spassionatamente la realtà, anche quella della Chiesa, alla luce dei principi cattolici, ad essere gli organi di stampa delle istituzioni ecclesiali, megafoni degli orientamenti ufficiali di queste.
La frattura tra Bergoglio e il network
Ewtn, invece, è una voce sì cattolica, ma senza legami istituzionali, che dipende esclusivamente dal pubblico, e questo le dà la libertà di porsi in modo scomodo, come dovrebbe fare sempre la stampa, anche nei confronti della Santa Sede.
Bergoglio aveva accusato fortemente il colpo, e la più clamorosa manifestazione della sua difficoltà a gestire questa situazione si era avuto nel 2021 quando, durante un viaggio apostolico in Slovacchia, incontrando un gruppo di gesuiti, aveva attaccato platealmente Ewtn.
«Per esempio – disse papa Bergoglio – c’è una grande televisione cattolica che continuamente sparla del Papa senza porsi problemi. Io personalmente posso meritarmi attacchi e ingiurie perché sono un peccatore, ma la Chiesa non si merita questo: è opera del diavolo. Io l’ho anche detto ad alcuni di loro. Sì, ci sono anche chierici che fanno commenti cattivi sul mio conto. A me, a volte, viene a mancare la pazienza, specialmente quando emettono giudizi senza entrare in un vero dialogo. Lì non posso far nulla. Io comunque vado avanti senza entrare nel loro mondo di idee e fantasie. Non voglio entrarci e per questo preferisco predicare, predicare… Alcuni mi accusavano di non parlare della santità. Dicono che parlo sempre del sociale e che sono un comunista. Eppure ho scritto una Esortazione apostolica intera sulla santità, la Gaudete et Exsultate».
Come leggere la scelta di Leone XIV
Insomma, se ieri per il Vaticano Ewtn era ispirata dal diavolo, oggi alla sua Ceo viene affidata la responsabilità della comunicazione del vertice della Chiesa. Una scelta che appare come un segno della volontà, che contraddistingue il pontificato di Leone XIV, di stemperare le tensioni che hanno attraversato il corpo dell Sposa di Cristo sotto il suo predecessore. Inoltre, la nomina è significativa anche della luce della situazione politica americana. I recenti attacchi del presidente Trump a Leone XIV hanno generato un sentimento di forte delusione in quei cattolici conservatori che lo hanno sempre sostenuto.
L’effetto degli attacchi di Trump al Pontefice
Prevost non viene dall’ ala conservatrice della Chiesa, ma è comunque il primo papa statunitense, per questo particolarmente sentito come proprio da tutti i cattolici americani. Inoltre, gli attacchi sono arrivati in relazione alla posizione assunta dal papa sulla fallimentare operazione militare ai danni dell’ Iran, che è stata vista da molti come un tradimento delle premesse fondamentali del Maga, alienando a Trump le simpatie di moltissimi di coloro che lo avevano fino a quel momento sostenuto con entusiasmo, elettori cattolici compresi, ancora prima che il presidente insolentisse il capo della Chiesa.
La volontà di Prevost di ricomporre l’unità dei cattolici
L’impressione è, quindi, che anche con questa nomina si cerchi di ricomporre l’unità dei cattolici, statunitensi e non, attorno alla guida di un papa dalla restaurata autorevolezza. Certo, i più diffidenti tra i conservatori avanzano anche l’ipotesi che si possa trattare di una mossa furba per ammorbidire una voce scomoda… Chi vivrà vedrà. Comunque sia, quella parte del mondo cattolico che nell’era bergogliana si era sentita sotto schiaffo, riceve ora un segnale di legittimazione non da poco.