Giustizia e velenio
La lettera mai pubblicata da Travaglio. Landolfi: “Rinunciai alla prescrizione, Vendola no: con questi giudici, ha fatto bene”
Il 24 maggio scorso Mario Landolfi, ex ministro delle Comunicazioni e presidente della Vigilanza Rai, più volte deputato con An e Pdl, coinvolto in una vicenda giudiziaria durata incredibilmente 17 anni, ha inviato una lettera al direttore del “Fatto Quotidiano“, Marco Travaglio, per commentare l’assoluzione, per avvenuta prescrizione, di Nichi Vendola in un processo relativo a quando era governatore della Puglia.Lettera mai pubblicata. Finora.
A differenza di quanto fece Landolfi, rinunciando alla prescrizione e finendo la sua odissea giudiziaria con una “sentenzina” che derubricò l’iniziale accusa di mafia chiudendo quella vicenda kafkiana con una condanna a due anni, ario Landolfi, ex ministro delle Comunicazioni e presidente della Vigilanza Rai, più volte deputato con An e Pdl, coinvolto in una vicenda giudiziaria durata incredibilmente 17 anni, ha inviato una lettera al direttore del “Fatto Quotidiano“, Marco Travaglio, messo a disposizione del Codice penale, uscendo dal processo e potendo proseguire, senza macchia e senza paura, la sua carriera politica. Nella missiva, Landolfi si rivolge a Travaglio – che tanto ha a cuore le sorti della giustizia – chiedendosi se con questa giustizia lunga e miope, e spesso condizionata dalla politica, il ricorso alla prescrizione non possa rappresentare talvolta l’unica via d’uscita. Una via che Landolfi non percorse, Vendola sì. Sarebbe stato interessante un parere del direttore.
La lettera a Travaglio di Mario Landolfi
“Gentile direttore,
da imputato (di destra) che rinunciò alla prescrizione mentre ancora sul suo capo incombeva il macigno dell’agevolazione mafiosa poi caduta in primo grado e neanche impugnata dall’accusa, ben comprendo la sua reprimenda (Il Fatto Quotidiano di sabato 23/5) a Nichi Vendola, che invece l’ha accettata nell’ambito del processo sui veleni dell’Ilva di Taranto. E se la mia comprensione non sfocia in convinto plauso è solo perché la mia fiducia nelle toghe si è rivelata mal riposta, avendo io riportato una condanna a due anni al termine di un processo a dir poco sorprendente: un collegio che resta sei ore in camera di consiglio per uscirne senza sentenza ma con la riconvocazione (in quanto “assolutamente necessario” ex-art. 507 cpp) di un collaboratore di giustizia già escusso; omissione nelle motivazioni di una clamorosa contraddizione del medesimo su una circostanza decisiva ai fini del giudizio e sua sostituzione con dichiarazione proveniente da altro processo, previamente e chirurgicamente amputata; promozione del marito magistrato (Il Tempo del 13/3 u.s.) della presidente del collegio giudicante quattro giorni prima della sentenza di primo grado (seconda camera di consiglio); conferma per relationem (all’ingrosso, per intenderci) in appello e, infine, dichiarazione di inammissibilità del ricorso della difesa da parte dei giudici della Cassazione a distanza di ben 78 giorni dalla celebrazione dell’udienza. Un processo-farsa per una condanna vera che ha trovato eco in Parlamento (due interrogazioni del sen. Maurizio Gasparri) e in libreria (“Anatomia di un’ingiustizia-Il processo a Mario Landolfi” di Luca Maurelli – Guida editori) e che oggi mi impone di condividere senza riserve la decisione di Vendola. La rinuncia alla prescrizione presuppone infatti l’esistenza di una magistratura al di sopra di ogni sospetto, e la nostra non lo è. Diversamente, in occasione della sua rielezione al Quirinale il Capo dello Stato (e del Csm) non avrebbe sentito il bisogno di sottolineare che “i cittadini (…) neppure devono avvertire il timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili… Né lei, mi consenta, avrebbe bollato come “strana” la decisione della Corte di Appello di Taranto di annullare la condanna di primo grado inflitta, tra gli altri, proprio a Vendola e di spostare il processo a Potenza, dove è poi scattata la prescrizione.
Grazie per l’ospitalità e buon lavoro
Mario Landolfi
(già deputato An e PdL)