Non un caso isolato
Il razzismo contro i bianchi: l’omicidio di Henry Nowak e i frutti avvelenati dell’anti-occidentalismo
L'omicidio di Henry Nowak ha scosso il Regno Unito e l'Occidente, mentre Nigel Farage ha parlato di un sentimento crescente di "razzismo contro i bianchi". Tanti sono i delitti e le umiliazioni che fanno pensare a una discriminazione etnica
Politica - di Gabriele Caramelli - 7 Giugno 2026 alle 07:00
L’assassinio di Henry Nowak a Southampton ha sconvolto l’Occidente e tutti coloro che non hanno mai creduto alla favola dell’integrazione “facile-facile”. Fatto sta che nessuno si è voluto inginocchiare per lui, così com’è stato con George Floyd nel 2020. Eppure sono molteplici i video sul web in cui i manifestanti inglesi chiedono a gran voce agli agenti di Polizia di inginocchiarsi per un giovane di 18 anni. Nowak è stato ucciso da un cittadino britannico di origini indiane, che dopo averlo accoltellato si è inventato di essere stato aggredito per motivi razziali. Una balla a cui, a quanto pare, hanno creduto anche gli agenti intervenuti sul posto.
Mentre Henry li informava di non riuscire a respirare e di essere ferito, uno di loro ha persino affermato di non credergli. Lo dimostra il filmato della bodycam che è diventato virale su internet. C’è da avere paura, soprattutto nel pensare al fatto che un poliziotto al servizio dei cittadini si riservi di non accertare la realtà dei fatti. La spada di Vickrum Digwa, questo il nome dell’aggressore, aveva perforato il petto e i polmoni del 18enne inglese, provocandogli ferite gravissime. Alla fine è stato condannato all’ergastolo, ma niente potrà riportare in vita un giovane innocente.
Henry Nowak è l’ultima vittima di un sistema folle
Come ha spiegato pubblicamente il padre di Nowak, suo figlio «non è morto con dignità», mentre il resto della famiglia ha definito «inumano e degradante» il trattamento subito dal giovane. Sulla vicenda è intervenuto anche Nigel Farage, leader del Reform Uk, affermando che la vicenda rappresenta «il razzismo contro i bianchi» ed invocando lo slogan «Le vite dei bianchi contano».
“Il razzismo contro i bianchi”
Il capo del partito nazionalista non è certamente il primo a teorizzare che ci sia un certo pregiudizio contro i cittadini bianchi. Il primo è stato un giornalista francese di chiara fama, François Bousquet, che ha scritto un libro intitolato Il razzismo contro i bianchi. Si tratta di un’inchiesta pubblicata in Italia da Passaggio al bosco e che restituisce uno spaccato di odio razziale che smaschera le menzogne sul “razzismo sistemico”, utilizzato dalla sinistra progressista per accusare chiunque non sia allineato alla sua visione immigrazionista. Sulla stessa linea del volume di Bousquet c’è anche White guilt di Emanuele Fusi, pubblicato con la stessa casa editrice.
L’assassinio di Iryna Zarutska
L’0micidio di Henry Nowak è avvenuto a distanza di 11 mesi da quello di Iryna Zarutska, che il 22 agosto 2025 venne uccisa dall’afro-americano DeCarlos Brown junior. La ragazza, una 23enne ucraina che era arrivata negli Usa dopo lo scoppio della guerra, stava viaggiando su un treno diretto verso casa sua a Charlotte quando è stata sopraffatta dalla furia del suo assassino. Il video mostra chiaramente che Brown le ha sferrato tre fendenti al collo e l’immagine terrorizzata della ragazza, morta poco dopo a causa delle ferite riportate, ha fatto il giro del mondo.
Ad aprile 2026, il sindaco democratico del Rhode Island, Brett Smiley, ha ordinato la rimozione di un murale a lei dedicato da un edificio perché era «divisivo». Ma l’intento dell’autore, Ian Gaudreau, era quello di lasciare un ricordo ad imperitura memoria senza alcun significato politico.
Pochi giorni prima di morire nell’attentato alla Utah valley university, Charlie Kirk aveva ricordato la ragazza in uno dei suoi video: «Dite il suo nome. Mi dispiace Iryna, non siamo stati in grado proteggerti. Ma vivrai per sempre nel cuore degli americani». Il grido di dolore per la morte della giovane si è fatto sentire anche in Europa, tanto che i ragazzi del Blocco studentesco hanno affisso gigantografie e manifesti con il volto della giovane. In basso c’era la scritta «Europe wake up», ossia «Europa svegliati».
Altro che “privilegio bianco”
È ormai chiaro che il “privilegio bianco” di cui parlavano le associazioni woke come Black lives matter non esiste. Ne ha dato prova, per l’ultima volta, l’omicida di Henry Nowak, che ha provato a giustificare un omicidio inventandosi di essere stato vittima di un’aggressione razziale. Semmai, è vero che c’è chi crede di potersi servire di una visione distorta della popolazione bianca, demonizzandola come se fosse la portatrice di ogni malefatta al mondo. Un atteggiamento tipico dei gruppi suprematisti neri sudafricani: basti pensare al leader di sinistra Julius Maluma, che durante un comizio a marzo 2025 ha inneggiato all’uccisione dei contadini boeri. Per qualcuno, le vite dei bianchi non contano affatto.