La ricorrenza
Il gol del secolo e la mano de Dios: quarant’anni fa il “gesto politico” che consacrò Maradona nel mondo
El Pibe de oro contro i nemici inglesi dimostrò di essere il più grande calciatore della storia
“Io non sono comunista. Sono portatore dell’idea di riscatto del Sudamerica contro il capitalismo. E poi, rubare ai ladri non è peccato“. Citando il suo connazionale Ernesto Che Guevara, Diego Armando Maradona giustificò cosi il gol con la mano contro l’Inghilterra nei quarti di finale die mondiali del Messico. Il 22 giugno del 1986. E dopo quel gol, ne fece un altro per dimostrare al mondo di essere un extraterrestre.
I due gol a Shilton
Il primo gol all’Inghilterra fu quello che Paolo Sorrentino chiama “atto politico”. C’era stata la guerra alle isole Falkland. Maradona saltò apparentemente di testa ma in realtà toccò la palla con la mano superando il portiere inglese, Shilton. All’epoca non c’era il Var. Gli inglesi protestarono ma né l’arbitro, né il guardalinee avevano visto l’infrazione.
Ma subito dopo, Maradona decise di dimostrare di essere realmente il più grande calciatore della storia. Raccolse la palla nella sua metà di centrocampo e con una velocità impressionante saltò tutta la difesa inglese, compreso Shilton, lasciando il mondo a bocca aperta. A fine partita, El Pibe de oro rivendicò con orgoglio più la rete segnata con la mano che lo slalom impressionante della seconda marcatura.
Il seguito
Maradona segnerà una doppietta straordinaria nella semifinale contro il Belgio. E coronerà il suo sogno di bambino vincendo la finale contro la Germania. Nella partita decisiva fu tenuto fermo dai tedeschi per tutti i novanta minuti, o quasi. Fece una sola, decisiva cos: l’assist straordinario per il gol del 3-2 che regalò il secondo titolo mondiale alla nazionale biancoceleste.
Una personalità inimitabile
Al di là dei paragoni con Lionel Messi o con Pelè, quei mondiali furono la consacrazione di una personalità inimitabile. L’identificazione identitaria tra calcio e appartenenza. Il secondo gol contro gli inglesi è considerato dalla Fifa il più bello della storia del calcio. Nonostante Messi.