Orgoglio tricolore
Il 2 giugno incolla gli italiani alla tv, tra Parata e Quirinale è boom d’ascolti per Rai 1: doppiato Floris, affondata Berlinguer
Il 2 giugno non è una semplice data in cerchiata in rosso sul calendario: e la partecipazione mediatica alle celebrazioni istituzional-televisive ce lo ha dimostrato una volta di più. Ribadendo ma chiare lettere e numeri record, che la Festa della Repubblica non è solo una semplice ricorrenza con tutti i cerimoniali annessi e connessi, ma il battito cardiaco di una nazione che si ritrova e si riconosce.
2 giugno, la festa tra parata e serata al Quirinale domina gli ascolti tv
Non è un caso allora se questa edizione 2026 della commemorazione storica ha confermato a suon di partecipazione popolare come senso di appartenenza e di condivisione siano più vivi e febbrili che mai. Ascissa e ordinata di un ideale diagramma che, su un ipotetico grafico di gradimento, hanno solennizzato anche mediaticamente il senso di unione che, dalla parata ai Fori Imperiali, fino alla raffinata soirée istituzionale – nobilitata dalla presenza del Presidente Mattarella e del premier Giorgia Meloni, insieme alle più alte cariche dello Stato – ha tenuto incollati agli schermi un Paese intero.
Il Paese si ritrova unito anche davanti al piccolo schermo: la Rai sbaraglia l’Auditel
Un’immagine di coesione che ha trovato una plastica e straordinaria corrispondenza nei dati d’ascolto televisivi. Sì, perché stando all’Auditel – e se la matematica non è un’opinione – ieri gli italiani hanno scelto in massa coesione e identità. Tanto che, a trionfare nella prima serata di ieri è stata Rai1 con lo speciale 80 Anni dal Referendum- I volti della Repubblica, capace di catalizzare l’attenzione di ben 2.480.000 spettatori, sbaragliando la concorrenza con un netto 16.2% di share. Un dato politico e culturale prima ancora che televisivo: il racconto della nostra storia patria, infatti, ha surclassato l’intrattenimento leggero di Canale 5, che con Un Nuovo Inizio si è fermato a 2.052.000 spettatori (per uno share pari al 14.8%).
Talk politici e intrattenimento leggero accusano il colpo
Ma non è tutto. Perché a sbirciare tra dati, riscontri e raffronti, risulta ancora più significativo il crollo dei talk show di approfondimento politico, troppo spesso ormai inclini alla sterile polemica e alla rissa da cortile. E allora, La7 con DiMartedì ha racimolato 1.319.000 spettatori (9.4%): in pratica, la metà esatta rispetto alla proposta identitaria dell’ammiraglia Rai. Segno evidente che, in una giornata sacra alla Patria, i cittadini hanno preferito la koiné nazionale alle divisioni di parte.
2 giugno, in tv è record per la giornata di festa nazionale
Infine, per quanto riguarda il resto del panorama televisivo, i film d’azione e le inchieste rimangono nelle retrovie: Italia 1 racimola il 6% con Chief of Station-Verità a tutti i costi (974.000 spettatori). Rai3 sigla il 4.4% con Indovina chi viene a cena (728.000). E Rete 4 – tanto per rimarcare quanto appena detto sui talk di approfondimento – arranca al 5.2% con È Sempre Cartabianca (595.000 telespettatori malgrado il capitolo su Garlasco), superata persino dal revival nostalgico di Rai2 (Formidabile Discoring Forever, sintonizzata sul 4.8% di share (con 662.000 telecomandi puntati sul canale).
Non serve aggiungere altro, i numeri dell’Auditel parlano chiaro: l’Italia si riscopre fiera delle proprie radici. E il piccolo schermo rispecchia un Paese che, intorno a una data che racconta la sua storia, ritrova la sua comunità di destino.