Berlusconi-Dell'Utri docet
Giudici che sbagliano, inchieste-fango, Nordio rilancia: “Non vanno colpiti nel portafoglio ma nella carriera”
Venti milioni buttati per inchieste finite nel nulla. Fascicoli di procure usati come clave politiche, danni di immagine incalcolabili per innocenti finiti sulla graticola e sulle prime pagine dei giornali. Dopo l’archiviazione definitiva di Dell’Utri e Berlusconi dalle strampalate accuse di essere i mandanti delle stragi di mafia del 1993 torna prepotente il tema dei giudici che sbagliano. Marina Berlusconi riparte alla carica sulla responsabilità civile dei magistrati. Trenta anni di veleni e due tristi record. Non c’è un solo italiano che sia stato indagato così a lungo per il medesimo reato come è toccato al Cavaliere e a Dell’Utri. E non si è mai spesa una simile mole di denaro (circa 20 milioni) per dare la caccia a un innocente.
In un lungo colloquio con Repubblica il ministro Carlo Nordio mette le cose in chiaro deludendo l’intervistatrice in cerca di maretta nel centrodestra. Il Guardasigilli non ha cambiato idea. “Da trent’anni scrivo che il magistrato inadeguato non va colpito nel portafoglio, anche perché è assicurato, ma nelle valutazioni della carriera. Proprio quello che intendevamo fare con la nuova giustizia disciplinare prevista dalla riforma”.
Giudici che sbagliano, Nordio: vanno colpiti nella carriera
Stuzzicato ripetutamente, Nordio invita a fare i bilanci alla fine della legislatura, che – scandisce – “finirà alla scadenza naturale. Le valutazioni le faremo alla fine“. Anche sul referendum si leva qualche sassolino di scarpa. “Beh, intanto il 53% contro il 47 al referendum non è una disfatta, ma certo è una delusione. Quanto alla concordia, l’avevo auspicata proprio in caso di vittoria sulle leggi attuative, e non cambio prospettiva”. Cosa spera di portare a casa da qui alle elezioni? “L’esercizio provvisorio vede, come posta più importante, cinque concorsi per colmare, per la prima volta nella storia della Repubblica, l’organico dei magistrati. Direi che tra attivo e passivo sarà un apporto notevole”.
Famiglia nel bosco, l’ispezione mira a controllare solo il rispetto della legge
Poi in ordine sparso i temi che hanno maggiormente impegnato largo Arenula e soprattutto le opposizioni in cerca di scivoloni del governo. Famiglia nel bosco, caso Almasri, dossier Minetti. Si parte dall’ispezione disposta sulla vicenda della famiglia del bosco. “Chiariamo un punto – dice Nordio – l’ispezione mira a controllare solo il rispetto della legge. Di conseguenza l’ispettorato e il sottoscritto hanno concluso che non vi è spazio per un’azione disciplinare. Altro è il merito della decisione. Sulla scelta del tribunale ognuno può farsi l’idea che crede”. Il rimpatrio del generale libico? “Guardi, ho spiegato più volte al Parlamento che abbiamo rispettato le procedure. La maggioranza ha condiviso, l’opposizione no. Perché tornare sull’argomento?”. Ultimo, ma non ultimo, il can can per la grazia a Nicole Minetti. “Il caso Minetti è stato chiuso nel merito da un’indagine molto accurata della Procura generale di Milano e dal comunicato del Capo dello Stato che mi ha onorato del suo ringraziamento. Speriamo che serva da lezione a un giornalismo sciatto e fazioso, e a un’opposizione che si è scatenata chiedendo le mie dimissioni con una tempestiva quanto ingenua credulità”.