'Pacifinti' che lanciano razzi
G7, Ginevra messa a ferro e fuoco: la sinistra antagonista scatena il caos insieme ai Black Bloc
Venti mila manifestanti in corteo, seicento incappucciati in azione. Colpiti uffici, banche e la sede dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni
Ginevra si è trasformata in un campo di battaglia alla vigilia del vertice del G7, in programma da oggi al 17 giugno a Évian-les-Bains. Quello che doveva essere un corteo di contestazione contro il summit dei leader occidentali è degenerato in una lunga sequenza di scontri con la polizia, cominciati nei pressi della sede delle Nazioni Unite e proseguiti fino a sera. Secondo le prime ricostruzioni, alla manifestazione hanno preso parte circa 20mila persone. Tra loro anche circa 600 Black Bloc, che hanno rapidamente fatto salire la tensione lungo il percorso del corteo. La polizia antisommossa ha risposto con gas lacrimogeni e idranti dopo il lancio di razzi di segnalazione, pezzi di cemento frantumati e usati come pietre e oggetti contundenti contro gli agenti.
G7: Police CLASH with protesters in Geneva as G7 Summit begins in France. Hundreds of black-clad protesters ran amok in the city as cops used rubber bullets and tear gas. Full video on YT. #G7 #notog7 #nog7 #Geneva pic.twitter.com/Cz9FDyFuHI
Leggi anche— Urban Pictures (@Urban_Pictures) June 14, 2026
Razzi, pezzi di cemento, vetrine distrutte
L’anima violenta del corteo è entrata in azione con il volto coperto. Alcuni manifestanti hanno spaccato pezzi di cemento per scagliarli contro le forze dell’ordine, mentre altri hanno lanciato materiale pirotecnico in direzione delle forze dell’ordine schierate. Gli scontri sono proseguiti anche dopo l’ordine di dispersione. Nel mirino sono finiti diversi edifici, tra cui gli uffici di PricewaterhouseCoopers, la Banque du Léman e la sede dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni. Una Tesla è stata incendiata. Vetrine infrante, barricate improvvisate, fumo e sirene hanno accompagnato per ore la protesta, trasformando il centro della città in una zona blindata.
Sicurezza rafforzata a Évian
Il dispositivo di sicurezza attorno al vertice era già imponente, ma dopo le violenze nella Capitale svizzera le autorità hanno ulteriormente alzato il livello di allerta. Nell’area di Évian sono stati mobilitati 13mila agenti. Anche il lago sarà presidiato: venti imbarcazioni pattuglieranno le acque per prevenire nuove contestazioni e tentativi di avvicinamento alla zona del summit.
Il G7 riunirà i leader di Gran Bretagna, Francia, Canada, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti e Unione Europea. Un appuntamento politico di primo piano che, ancora prima dell’apertura ufficiale, è stato segnato dalla violenza dei gruppi antagonisti.
Chi c’era dietro il corteo
La mobilitazione è stata promossa da quella che si autodefinisce la coalizione “No G7”, una rete di antagonisti che riunisce una sessantina di associazioni, sindacati e gruppi della sinistra radicale. In testa al corteo campeggiava uno striscione dal messaggio esplicito: «Risposte antifasciste, antimperialiste, no G7».
NOW: Chaos in Geneva: Anti-G7 Protesters Torch Tesla, Smash Windows, and Turn Streets into Battleground as Summit Begins Nearby
Multiple scenes of chaos are unfolding right now in Geneva, Switzerland.
As the G7 Summit gets underway just across the border in Évian-les-Bains,… pic.twitter.com/o0jHfB7v6K
— Bruce Snyder (@realBruceSnyder) June 14, 2026
Hanno sfilato collettivi femministi, sigle varie, gruppi pro-Pal. Molti partecipanti indossavano il viola, in coincidenza con la giornata dello “sciopero femminista”. Ma la cornice politica della protesta è stata presto oscurata dalle azioni dei gruppi più duri, che hanno imposto alla piazza il linguaggio consueto dell’antagonismo: scontro fisico, devastazione, sfida diretta allo Stato e stavolta anche all’ordine globale.
Armi sequestrate prima della marcia
Poco prima dell’inizio della manifestazione, la polizia ginevrina aveva annunciato il sequestro preventivo di coltelli, asce, manganelli telescopici, materiale pirotecnico e altri oggetti ritenuti potenzialmente pericolosi. Una misura che le autorità hanno presentato come necessaria per evitare il peggio. Gli organizzatori, al contrario, hanno denunciato controlli e misure di sicurezza giudicati “sproporzionati”. Ma le immagini arrivate dalle strade di Ginevra hanno raccontato un’altra storia: auto in fiamme, uffici danneggiati, agenti bersagliati e una protesta politica finita ancora una volta nelle mani dei professionisti del caos.
Geneva Must Not Become a Playground for Vandals.
The No-G7 demonstration was authorized. It was supervised. The rules were clear: no violence, no vandalism, no masking, respect for the route and police instructions.
The result?
➡️ Dangerous objects seized by the police:… pic.twitter.com/eNq1StR61d
— K13 News (@K13News) June 14, 2026