Il processo a ottobre
Fu “tentato omicidio” di Sangiuliano? Una fake news, ma resta il giallo della ferita sulla testa dell’ex ministro
Fu tentato omicidio? No, ma i legali dell’ex ministro Sangiuliano sono stati costretti a smentire ufficialmente la notizia di una riqualificazione del reato di stalking da parte di Maria Rosaria Boccia, che il 6 ottobre andrà a processo. L’indiscrezione giornalistica riguarda la ferita alla testa riportata dall’ex ministro in una stanza d’albergo, e secondo quanto inizialmente riportato dal Corriere della sera, i legali di Sangiuliano avrebbero valutato di chiedere la riqualificazione del reato in tentato omicidio. La notizia è stata poi definitivamente bollata come infondata dallo stesso entourage dell’ex ministro. L’avvocato Silverio Sica fa sapere che non esiste nessuna iniziativa in questa direzione e, soprattutto, nessun elemento che, allo stato, consentirebbe di sostenere una simile ipotesi accusatoria.
Sangiuliano e la ferita alla testa
L’imprenditrice è stata rinviata a giudizio con le accuse di stalking aggravato, lesioni, diffamazione e interferenze illecite nella vita privata dell’ex direttore del Tg2, oggi corrispondente Rai a Parigi. ll’avvio del dibattimento era emersa l’ipotesi, riportata dal Corriere della Sera, secondo cui i legali di Sangiuliano avrebbero valutato una possibile riqualificazione di uno dei capi d’imputazione in tentato omicidio.
Una ricostruzione che, però, viene ora smentita con decisione dalla difesa dell’ex ministro. L’avvocato Silverio Sica, legale di Sangiuliano e consigliere regionale della Campania, ha chiarito: “Smentisco la notizia, è infondata. Non credo sia nei fatti sussistente un tentativo di omicidio”. Secondo la procura, il taglio sarebbe stato provocato dalle lunghe unghie smaltate della Boccia, mentre la difesa dell’imprenditrice ha sempre parlato di una caduta accidentale. In una diversa ricostruzione, i legali di Sangiuliano avevano ipotizzato che la lesione potesse essere stata causata da un oggetto metallico. Il 9 febbraio 2026 scorso il gup di Roma aveva disposto il rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia. Le accuse contestate riguardano atti persecutori aggravati, lesioni personali, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione aggravata e falso ideologico legato ad alcune dichiarazioni contenute nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi.
Come nasce la vicenda giudiziaria
Ad agosto 2024 Maria Rosaria Boccia pubblicò sui social una foto insieme a Sangiuliano ringraziandolo per una presunta nomina a “consigliera per i grandi eventi” del Ministero della Cultura. Il ministero negò però che tale incarico fosse mai stato formalizzato. Successivamente Boccia diffuse fotografie, documenti e contenuti che la mostravano accanto al ministro durante trasferte istituzionali e sopralluoghi collegati anche all’organizzazione del G7 Cultura e in un’intervista televisiva il ministro si scusò pubblicamente con la moglie e con il governo per l’imbarazzo provocato dalla vicenda. La pressione politica e mediatica aumentò rapidamente. Il 6 settembre 2024 Sangiuliano rassegnò le dimissioni da ministro della Cultura, la prima uscita dal governo Meloni dovuta a uno scandalo politico-personale.
La Procura di Roma aprì accertamenti ipotizzando inizialmente reati come peculato e rivelazione di segreto d’ufficio nei confronti di Sangiuliano, mentre Boccia fu successivamente indagata per varie ipotesi di reato collegate alle denunce presentate dall’ex ministro. Le accuse a carico di Sangiuliano sono poi state archiviate.