L'opera di Pelizzaro
Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, un nuovo libro riapre il caso: «Dietro le sparizioni una strategia per influenzare l’inchiesta sull’attentato al Papa»
Esiste un filo nascosto che lega le sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori all’attentato a Giovanni Paolo II? È la domanda da cui parte il nuovo libro del giornalista Gian Paolo Pelizzaro. A oltre quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, uno dei più grandi misteri italiani torna al centro del dibattito con un libro destinato a far discutere.
Esce infatti in libreria “1983 – Mirella Gregori, Emanuela Orlandi e l’istruttoria del giudice Martella sull’attentato al Papa” (Baldini+Castoldi), il nuovo lavoro del giornalista e ricercatore Gian Paolo Pelizzaro, corredato dalla prefazione dell’ex magistrato Ilario Martella, che seguì direttamente le indagini. L’opera propone una lettura complessiva delle due sparizioni, collocandole nel contesto della Guerra Fredda e delle indagini sull’attentato a Giovanni Paolo II.
La tesi del libro: un’unica strategia dietro i due casi
Attraverso centinaia di migliaia di documenti italiani e stranieri, molti dei quali inediti, Pelizzaro ricostruisce il clima politico e investigativo dell’epoca. Secondo la tesi sostenuta nel volume, le scomparse di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi sarebbero state utilizzate come parte di una più ampia operazione di pressione e destabilizzazione finalizzata a condizionare l’inchiesta sull’attentato del 13 maggio 1981 contro Papa Giovanni Paolo II. L’autore sostiene che le numerose piste investigative emerse negli anni non sarebbero state il frutto di semplici errori, bensì di una precisa attività di interferenza volta a confondere le indagini e influenzarne l’esito.
I documenti del Sisde e il contesto della Guerra Fredda
Tra gli elementi più significativi riportati nel volume figurano le prime analisi del Sisde, che già all’epoca ipotizzavano un’operazione diretta contro la Chiesa cattolica o contro i suoi massimi rappresentanti, inserita in un quadro internazionale caratterizzato dalle tensioni della Guerra Fredda. Secondo quanto emerge dalla documentazione analizzata da Pelizzaro, anche le rivendicazioni del rapimento di Emanuela Orlandi avrebbero mostrato fin dall’inizio caratteristiche riconducibili a un’organizzazione strutturata, dotata di capacità operative e di intelligence. Il libro pubblica inoltre documenti diplomatici tra Santa Sede e Stato italiano e ricostruisce diversi passaggi poco conosciuti delle settimane successive alle due scomparse.
La prefazione del giudice Martella
Particolare rilievo assume la prefazione di Ilario Martella, giudice istruttore che seguì sia l’inchiesta sull’attentato al Papa sia, negli anni successivi, quella sulle sparizioni di Gregori e Orlandi. Martella scrive di aver avuto la sensazione che l’avanzare delle indagini sull’attentato avesse “toccato fili pericolosi”. Secondo l’ex magistrato, il lavoro di Pelizzaro aiuterebbe oggi a comprendere quali interessi potessero essere in gioco e quale ruolo abbiano avuto le numerose false piste investigative che hanno accompagnato il caso per decenni.
Chi è Gian Paolo Pelizzaro
Romano, classe 1964, Gian Paolo Pelizzaro è giornalista professionista, saggista e ricercatore specializzato in terrorismo, cronaca giudiziaria e grandi misteri italiani. Nel corso della sua carriera è stato consulente di diverse Commissioni parlamentari d’inchiesta, tra cui quelle sul terrorismo, sul dossier Mitrokhin e, più recentemente, sulla Commissione bicamerale dedicata ai casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Dopo il successo de L’intrigo di via Poma pubblicato nel 2025, torna ora con quella che definisce la più ampia ricostruzione documentale mai realizzata sulle due scomparse del 1983.
Il progetto editoriale proseguirà con un secondo volume, che promette di approfondire ulteriormente una vicenda che, a oltre quarant’anni di distanza, continua a interrogare magistrati, storici e opinione pubblica..