Giustizia e svarioni
Dopo Garlasco, possibile svolta nella strage di Erba: il supertestimone amico di Marzouk scrive a Nordio
Dopo Garlasco, potrebbe esserci una svolta giudiziaria anche sulla strage di Erba, che ha visto condannato Olindo Romano e Rosa Bazzi per l’uccisione di Raffaella Castagna (30 anni), del figlio Youssef di 2 anni, della nonna Paola Galli (57 anni) e Valeria Cherubini (55 anni), vicina di casa intervenuta dopo aver sentito le urla dall’abitazione laterale.
Dopo una serie di richieste rimaste senza esito, Abdi Kais, indicato dalla difesa dei coniugi Romano, come “supertestimone” mai escusso (per la dichiarata inammissibilità della revisione) nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Erba, ha deciso di rivolgersi direttamente al Ministero della Giustizia per ottenere copia di atti investigativi e delle intercettazioni che ritiene rilevanti ai fini dell’accertamento dei fatti, atti tutti contenuti in un fascicolo relativo ad una inchiesta sullo spaccio di stupefacenti del 2007/08, nella quale era coinvolto insieme alla famiglia Marzouk. Lo fa tramite il suo legale Vito Daniele Cimiotta, il quale spiega che, nonostante ripetuti solleciti, la cancelleria del Tribunale di Como non avrebbe ancora reso disponibili gli atti richiesti.
Per questo motivo, Kais ha deciso di interessare direttamente il Ministero della Giustizia. L’avvocato chiede quindi “un intervento volto a chiarire la situazione e consentire l’accesso alla documentazione”. Gli atti d’indagine e le intercettazioni richiesti “potrebbero contenere elementi di interesse investigativo e risultare utili nell’ambito delle iniziative volte a riesaminare il caso della strage di Erba”, spiega Cimiotta.
Strage di Erba: il caso e il ruolo di Azouz Marzouk
L’11 dicembre 2006, a Erba, in provincia di Como, si consumò uno dei delitti più efferati della cronaca italiana. Nell’appartamento di via Diaz furono uccisi Raffaella Castagna (30 anni), il figlio Youssef di 2 anni, la nonna Paola Galli (57 anni) e Valeria Cherubini (55 anni), vicina di casa intervenuta dopo aver sentito le urla. Il marito di Valeria, Mario Frigerio, sopravvisse nonostante una grave ferita alla gola e divenne il principale testimone dell’accusa.
Dopo le indagini, furono arrestati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, vicini di casa delle vittime. Inizialmente confessarono il delitto, fornendo dettagli ritenuti compatibili con la scena del crimine, per poi ritrattare sostenendo di aver subito pressioni durante gli interrogatori. Nel 2011 la Cassazione confermò definitivamente la loro condanna all’ergastolo.
Azouz Marzouk era il marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef. Al momento della strage si trovava in Tunisia e quindi non fu mai considerato un sospettato diretto dell’eccidio. Nei primi anni successivi al massacro, Marzouk sostenne apertamente la colpevolezza di Olindo e Rosa, partecipando a numerose trasmissioni televisive e seguendo il processo come parte civile. Negli anni successivi, tuttavia, Marzouk cambiò radicalmente opinione. Cominciò a sostenere che i due condannati potessero essere innocenti e che l’inchiesta non avesse chiarito tutti gli aspetti della vicenda.