Sinistre nervose
Covid, opposizioni sull’Aventino. E Conte minaccia querele a tutti. Lisei: regolamento rispettato, basta polemiche
Non l’ha presa bene Giuseppe Conte, che minaccia querele a destra e manca. C’era da aspettarselo. La testimonianza in commissione Covid sulla maxi parcella da oltre 450mila euro a un legale socio dello studio dell’ex premier è una bomba. Il nervosismo in casa delle opposizione è alle stelle: prima l’Aventino, poi la richiesta di dimissioni del presidente Marco Lisei, ‘reo’ a dire del centrosinistra di aver avallato un iter procedurale irregolare. Per il leader 5Stelle la misura è colma e in un lungo post minaccia carte bollate per tutti. “Dal momento – dice – che i chiarimenti sopra riassunti li ho detti e ridetti, ma alcuni giornali e trasmissioni tv continuano a ignorarli, calunniandomi, informo tutti che da oggi ho deciso di agire”.
Covid, Conte minaccia querele: non l’ho mai fatto però…
Poi l’attacco diretto a Fratelli d’Italia. “Rassegnatevi – scrive l’ex premier- non troverete mai nessun funzionario pubblico che potrà testimoniare di un mio interessamento diretto o indiretto, generico o specifico, su imprese o consulenti che abbiano avuto rapporti con l’amministrazione pubblica. Tutte queste informazioni sono ben disponibile a riferirle anche in Commissione Covid, come persona informata sui fatti”. E ancora: “Tante volte molti cittadini mi hanno detto che sbaglio a non querelare di fronte a bugie palesi e campagne diffamatorie contro la mia persona. Sin qui non l’ho mai fatto, né da presidente del Consiglio né da leader di partito, in omaggio alla libertà di stampa e di informazione. Purtroppo, però, è stata superata una linea rossa e di fronte a campagne mediatiche che rilanciano denigrazioni e diffamazioni sono costretto a dover difendere la mia reputazione e il lavoro che ho svolto per il Paese“.
L’attacco a Meloni e Fratelli d’Italia
L’occasione è ghiotta per attaccare anche la premier Meloni. Nulla di particolarmente originale. “Non farò mai come l’attuale presidente del Consiglio che si sottrae alle domande- E rispetterò sempre il lavoro giornalistico quando indirizzato a informare. Ma da oggi chi persevera nella calunnia sarà querelato”. La cronaca, però, parla chiaro. Le sinistre, che fin dal principio hanno maldigerito la commissione parlamentare, lavorano allo sfascio. “Oggi nessune esponente delle opposizioni era presente durante l’audizione in Commissione. Il nostro invito, come avevo già fatto all’inizio dei lavori, è che tornino, perché il procedimento è stato regolare. Saranno garantiti tutti i diritti, come sono stati garantiti sino ad oggi. Andremo avanti con un ritmo serrato di 2-3 audizioni a settimana fino dicembre. Per avere avere poi il tempo di lavorare sulla relazione finale”. Così il presidente della Commissione Marco Lisei di FdI. Pd, M5s, Avs e Iv hanno abbandonato contestando la scelta di far ascoltare dei testimoni da parte delle forze dell’ordine. Niente di irrituale. “La procedura della raccolta di sommarie informazioni da parte di soggetti esterni qualificati, come magistrati e forze dell’ordine, è prevista da regolamento. Sono state fatte polemiche pretestuose. E alcune affermazioni anche gravi nei confronti di chi ha agito in piena legittimità. La delega è passata due volte in Ufficio di presidenza”.
Lisei: niente di irregolare, aspettiamo Conte in commissione
Una stoccata anche a Conte: “Da mesi è pendente’una richiesta di audizioni nei confronti dell’ex premier. Il regolamento impedisce a un commissario di essere audito. Quindi nel momento in cui ha scelto di far parte della commissione, di fatto ha scelto di non essere ascoltato. Ma la soluzione è semplice: potrebbe uscire e rientrare, come hanno fatto altri”. Al centro, c’è la questione delle forniture dei kit per il Covid durante la prima fase della pandemia. A scatenare il panico l’audizione di Marco Spadaccioli, general manager per l’Italia della Adaltis (società che produce kit diagnostici), che ha rivelato la notizia della maxi parcella.