Polemica surreale
Calciatori norvegesi vestiti da vichinghi, si scatena la follia woke: “Fascisti sciovinisti”. Tutto il mondo è paese… (Video)
La foto della Norvegia in partenza per il Mondiale negli Stati Uniti non è piaciuta ai media mainstream
Potrebbe essere una delle foto tra le più iconiche del Mondiale. La foto della Norvegia in partenza per gli Stati Uniti, accompagnata dalla scritta “Norway is coming”. La squadra sulla spiaggia di Oslo si è fatta immortalare in un servizio fotografico in stile vichingo: vestiti ad hoc, le barche sullo sfondo, il paesaggio nordico e il richiamo esplicito a Game of Thrones attraverso la formula “Winter is coming”. Il tutto per servire a rafforzare un’idea: la Norvegia vuole presentarsi da protagonista ambiziosa al grande appuntamento della Coppa del Mondo.
Il woke si abbatte sull’estetica vichinga
Nella cultura nordica hanno una una grande importanza i simboli vichinghi, ma tutto il mondo è paese. O meglio, la sinistra è un po’ simile dappertutto anche alle latitidini norvegesi. Così la gran parte dei media li ha bollati come “nazisti, rozzi, sciovinisti ed esclusivi”. Il woke colpisce anche l’estetica vichinga, vederci il nazismo è roba da fare concorrenza alla sinistra nostrana. Il giornalista di VG, Hans Petter Sjøli -riporta Libero- qualche settimana fa ha chiesto di «eliminare i vichinghi dal calcio». Perché qualcuno gli ha segnalato la canzone Vikingblod, dell’artista Petter Katastrofe registrata con l’ausilio dei tifosi della nazionale norvegese. Ad andarci pesante è stato il quotidiano Morgenbladet, che ritiene che l’estetica vichinga «non sia solo rozza, ma anche sciovinista ed esclusiva». Tranquilli, arriva pure l’accusa di fascismo ai calciatori norvegesi.
Vedono nazisti ovunque: la polemica lunare sui calciatori norvegesi
Infatti su Klassekampen si prendono di mira le casacche. «Divise ipermascoline e di estrema destra». Aggiungendo che hanno i « tipici» segni «del linguaggio simbolico neonazista e fascista». L’unica voce che ha tentato di chiudere la polemica surreale è stata quella di Hanna Geiran, responsabile nazionale per i beni culturali. Ha elogiato le maglie, con un riferimento dotto, perché trovano secondo lei ispirazione nelle incisioni di Urnes: le sculture e decorazioni lignee presenti nella Stavkirke (chiesa a doghe) di Urnes, in Norvegia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. C’è anche chi rilancia la questione politica, dicendo di non voler lasciare l’eredità vichinga in mano all’estrema destra….