Il caos a sinistra
Bonelli rottama il nome “Campo largo” per escludere Renzi: “Meglio chiamarci Alleanza per la pace…”
Il leader di Avs ha provato a fare chiarezza sulla coalizione di sinistra, ma senza cavare il ragno dal buco. Per lui le primarie non vanno bene, il blocco unico della sinistra nemmeno e chiede di cambiare nome al "Campo largo"
Politica - di Gabriele Caramelli - 24 Giugno 2026 alle 18:17
Non bastavano veti e distinguo, ora nel centrosinistra si ripensa anche al marchio. A rottamare il nome del “Campo largo” ci pensa Angelo Bonelli, leader di Avs che in un’intervista all’AdnTalk con il direttore Davide Desario, propone per le sinistre unite la denominazione di “Alleanza per il Paese e per la pace”. Campo largo è eccessivo e stretto non funziona benissimo…
Viste le discrepanze tra le forze d’opposizione anche il riferimento alla pace non sembra azzeccato, ma c’è dell’altro. Nel corso della conversazione, Bonelli è tornato ad attaccare Matteo Renzi, che non è stato invitato alla cena dei progressisti a cui presenziavano anche Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein. Insomma, il leader degli ambientalisti da un lato cerca di unire e dall’altro prova a tracciare una linea di demarcazione, allontanando la possibilità delle primarie per la leadership di sinistra. Non sono mancate anche critiche alla rinfusa contro il governo Meloni e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Bonelli rottama il “Campo largo” e parte col valzer delle alleanze
Secondo Bonelli, la foto a cena con gli altri leader del “Campo largo” è «un segnale positivo perché si è attivata una dinamica positiva di accelerare la costruzione dell’alleanza di centrosinistra». Nonostante ciò, non è ancora chiaro dove si terranno i prossimi eventi della coalizione, anche se martedì aveva anticipato che sarebbero stati organizzati a Padova e Napoli: «Ci sono delle riunioni in corso adesso che definiranno al meglio i livelli organizzativi». Poi ha storto il naso su Francesco Boccia del Pd, che ha definito i partiti di sinistra come un blocco unico, ma ha affermato di essere d’accordo con Schlein sul fatto che la foto della riunione rimbalzata sui giornali e sui social debba rappresentare un perimetro allargato. Insomma, è un po’ indeciso sulle definizioni.
«Non c’è volontà di autosufficienza – ha proseguito Bonelli -. Noi vinceremo le elezioni se sapremo interpretare, non solo la richiesta di cambiamento che c’è nel Paese, ma anche il malessere. La domanda di cambiamento può avvenire solo attraverso la presentazione di una proposta, di una visione di programma nel Paese, non sulla sommatoria dei cognomi». Manca sicuramente la chiarezza sui progetti comuni, che per il leader dei Verdi è importante «affinché si arrivi a un’intesa politica» senza l’utilizzo delle primarie.
Bonelli scaglia il “fulmine di Zeus” contro Matteo Renzi
Dopo il dialogo sulle alleanze, che sembrano ancora annebbiate dalle differenze ideologiche, il deputato dei Verdi ha scagliato non una frecciatina, ma un vero e proprio “Fulmine di Zeus” contro il capo di Italia Viva, Matteo Renzi: «Sostiene che il suo compito è portare a votare il suo elettorato che detesta Bonelli, Conte, Fratoianni. Io segnalo a Renzi che noi dobbiamo invece recuperare un rapporto coerente nella politica, perché se c’è una persona che mi detesta, io mai gli chiederei di votarmi. Perché io ho rispetto del pensiero degli altri, anche di chi mi critica, e se pensiamo di costruire un’alleanza basata su questi presupposti, dico: ‘Fermiamoci’, visto che per noi invece l’elemento della coerenza, anche della passione, dei valori è un elemento fondamentale».
Ha tentato l’affondo con il tema della “sportività politica”, mettendo in guardia i possibili franchi tiratori. D’altra parte, l’unico obiettivo della sinistra sembra quello di provare a governare per cinque anni senza far saltare il banco a causa delle piccole o grandi discrepanze.
La quarta gamba della sinistra ricorda il “Garpez” di Aldo, Giovanni e Giacomo
«Ben venga la realizzazione di una quarta gamba che possa consentire all’alleanza di parlare a mondi che oggi non si riconoscono in Avs né con il Pd e né con il Movimento 5 stelle e che non vogliono votare il centrodestra», ha affermato il leader di Avs, senza considerare che con tutti questi arti la sinistra rischia di ritrovarsi tra le mani il “Garpez” di legno come nel film ” Tre uomini e una gamba” di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Come ha evidenziato Bonelli, per i rossoverdi restano fondamentali due temi in particolare: «Il problema dell’equità sociale che è legata alle retribuzioni e la necessità di riportare al centro del dibattito pubblico la questione della crisi ecologica e ambientale», con il rilancio del Green deal italiano, che servirebbe anche da volano «per rilanciare l’economia del nostro Paese».
La politica estera non è uno scherzo
Secondo Bonelli la sinistra è più unita del centrodestra sulla politica estera, ma le visioni differenti sul conflitto in Ucraina dimostrano tutto il contrario. Poi parte all’attacco del governo Meloni: «Finora per quello che ha fatto per me ha l’insufficienza totale, perché non vedo non solo una riforma ma una legge che ha modificato in meglio le condizioni di vita degli italiani». Per lui il salario giusto, il piano Casa, il record di occupazione e tutto il resto non esistono, meglio concentrarsi sui sassi dell’Adige. Alla fine si scaglia contro il guardasigilli Nordio per il caso Almasri, accusandolo di «fare l’avvocato difensore in Parlamento di un torturatore, di uno stupratore anche di bambini». Nonostante Nordio abbia fatto il contrario, rispedendo in Libia un soggetto pericoloso per la sicurezza nazionale.