La guerra in Ucraina
Arrestato il soldato russo “influencer” che voleva parlare a Putin delle torture subite al fronte (video)
Putin non lo ha ascoltato, ma almeno (per il momento) non lo ha fatto uccidere: si è limitato a farlo arrestare. Alexandr Lunin, l’autore del video da oltre 11 milioni di visualizzazioni in cui si chiedeva un incontro con Vladimir Putin e si minacciava l’ammutinamento dell’esercito, è ora ospite delle prigioni di Voronezh con una condanna preliminare a 11 giorni di carcere . Epilogo scontato? No. Sembrava che dal Cremlino qualcuno volesse ascoltarlo. Dopo il video, Lunin aveva scritto di essere diretto a Mosca ma sabato sera la polizia si è presentata a casa loro per effettuare una perquisizione accusandolo di “esposizione di simboli estremisti”.
Il soldato russo Lunin, influencer che sperava di parlare a Putin…
Lunin aveva chiesto un incontro con Putin al Cremlino, un faccia a faccia pubblico e trasmesso in diretta televisiva. La sua richiesta, formalizzata sui social, aveva raccolto 11 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore. Nei post Lunin minacciava “conseguenze molto gravi”, come l’ammutinamento, con “le forze militari che useranno le loro armi contro la presidenza”, se tale colloquio non verrà concesso.
Lunin si proponeva di spiegare al presidente “tutta la verità su quello che sta accadendo nel nostro Paese in questo momento”, a partire da “decine, centinaia, migliaia” di soldati che “stanno marcendo nelle celle sotterranee, torturati e costretti a subire abusi” “per essersi rifiutati di seguire ordini stupidi e suicidi” o di consegnare il loro denaro ai comandanti. “Vengono infine azzerati, iscritti nelle liste dei dispersi”.
Poi aveva reso noto anche di aver deciso di registrare il video dopo essere stato avvicinato da tre uomini, del ministero della Difesa e degli Interni, in un’auto nera, che gli hanno chiesto di trasmettere il messaggio al Presidente, dopo aver visto un suo pre
Eppure, dopo il clamore dell’ultimo video di Lunin, risalente a giovedì scorso, qualcosa sembrava essersi mosso. Con le sue solite piroette logiche il Cremlino si era espresso sul fatto, dichiarando di non aver ancora visto il video ma di riscontrarvi «una formulazione delle frasi piuttosto strana». Poi l’arresto.