L'eroe "romantico"
Addio al bomber Igor Protti: le cause della morte. L’ultimo gol con la maglia numero 10 di Maradona (video)
E’ morto a 58 anni il grande bomber di Bari, Lazio, Livorno e Napoli Igor Protti. A dare notizia del decesso dell’ex attaccante è stata la famiglia dal suo suo profilo Instagram. “Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo”, si legge nel post che prosegue: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.
Igor Protti, le cause della morte
Igor Protti ha reso pubblica la sua malattia nel luglio 2025. Inizialmente parlò di uno “sgraditissimo ospite” senza specificarne la natura, ma successivamente è stato confermato che si tratta di un tumore al colon. Nel settembre 2025 ha comunicato che, nonostante un intervento chirurgico, una stomia e diversi cicli di chemioterapia, la malattia aveva raggiunto anche le vertebre, rendendo necessaria la radioterapia. Nel 2026 ha raccontato di aver affrontato ulteriori interventi e complicazioni, spiegando di essere tornato gradualmente a camminare dopo un periodo di immobilità. Ha definito il cancro un “avversario subdolo” e ha ringraziato più volte i tifosi per il sostegno ricevuto.
“Per chi volesse porgere l’ultimo saluto dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza”, scrivono ancora i familiari.
Carriera e curiosità
Nel campionato di Serie A 1995-96 segnò 24 gol con il Bari e vinse la classifica marcatori a pari merito con Giuseppe Signori. La particolarità? Il Bari retrocesse in Serie B. Protti è ancora oggi l’unico capocannoniere della Serie A ad aver subito la retrocessione con la propria squadra. Insieme a Dario Hübner è l’unico giocatore ad aver vinto il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. Un’impresa che testimonia una carriera costruita partendo dalle categorie inferiori. Protti ha raccontato che da ragazzo ebbe come allenatore Arrigo Sacchi, il quale gli disse che al massimo avrebbe potuto giocare in Serie C. Anni dopo diventò invece capocannoniere della Serie A. Lo stesso Protti ha sempre citato quell’episodio come una motivazione per migliorarsi. Prima di diventare professionista aiutava il padre e lavorò anche nei cantieri. In un’intervista ha raccontato che già a 11 anni svolgeva piccoli lavori, esperienza che gli ha trasmesso una forte etica del sacrificio. Pur avendo giocato anche con Bari, Lazio e Napoli, il suo nome è legato soprattutto a Livorno, dove è considerato un’autentica bandiera. Tornò a Livorno nel 1999, segnò oltre 100 gol e contribuì alla rinascita della squadra. Dopo il ritiro è diventato dirigente del club. Nella stagione 1997-98 giocò nel Napoli e viene ricordato anche perché fu l’ultimo giocatore a segnare in Serie A indossando la storica maglia numero 10 prima che diventasse simbolicamente legata a Diego Armando Maradona.