Festa saltata
La polizia blinda i cantieri della Torino-Lione e manda a vuoto il corteo No Tav: attivisti costretti al dietrofront
Doppio stop agli attivisti diretti a Chiomonte e Traduerivi. In Francia otto giovani dell’ultrasinistra sono indagati perché sospettati di aver testato esplosivi in vista di un’azione in Val di Susa
Niente corteo verso i cantieri e nessuna incursione nei presidi sottoposti a divieto. Il dispositivo predisposto dalla Questura di Torino ha impedito agli attivisti No Tav di raggiungere prima la zona dei Mulini, nel territorio di Giaglione, e poi il sito di Traduerivi. È così naufragato il «Ferragosto ai Mulini», l’iniziativa lanciata sui social dal movimento e non preavvisata all’autorità di pubblica sicurezza. La giornata si è conclusa senza incidenti, con i manifestanti costretti a ripiegare lontano dal perimetro della Torino-Lione.
Il doppio stop della polizia
Il primo gruppo, nel quale la Questura ha individuato aderenti al collettivo Giovani No Tav e militanti di Askatasuna, si era radunato nei pressi del campo sportivo di Giaglione. L’obiettivo era muoversi verso il presidio dei Mulini, a ridosso del cantiere di Chiomonte, già teatro dei gravi disordini dello scorso 25 luglio.
Sui sentieri, però, gli attivisti hanno trovato i reparti mobili della Polizia di Stato e il personale della Digos. Uno sbarramento predisposto in applicazione delle ordinanze con cui il prefetto di Torino aveva vietato l’accesso alle aree prative e ai percorsi diretti ai cantieri di Chiomonte e Giaglione. I provvedimenti proibivano inoltre di portare oggetti utilizzabili per nascondere il volto, oppure come strumenti contundenti ed esplodenti e impedivano gli spostamenti organizzati nelle zone adiacenti ai siti dell’opera.
Svanita la possibilità di raggiungere i Mulini, i manifestanti hanno tentato di trasferire l’iniziativa a Traduerivi, frazione di Susa dove si trova un altro presidio No Tav. Anche questa mossa è stata anticipata dalle forze dell’ordine, arrivate sul posto prima che il concentramento potesse prendere forma.
Dalla “grigliata antispecista” al ripiego
Il programma diffuso sul web annunciava anche una «Grigliata antispecista», espressione con la quale gli organizzatori richiamavano la dottrina che contesta qualsiasi superiorità dell’uomo rispetto alle altre specie animali. Un contorno ideologico che non è bastato a superare le ordinanze prefettizie.
Dopo il doppio stop, il gruppo si è diretto verso il presidio di San Giuliano, dove si trova una casa occupata da militanti del movimento. La struttura è distante dai cantieri considerati di interesse strategico nazionale, e non rientrava nelle aree interdette. Intorno alle 16 tutti i partecipanti hanno lasciato la zona, senza problemi di ordine pubblico.
L’inchiesta francese sugli esplosivi
Sul fronte No Tav resta intanto aperto un fascicolo ben più pesante a Parigi. Otto giovani – sei uomini e due donne tra i 19 e i 28 anni – erano stati fermati il 23 luglio, due giorni prima degli scontri in Val di Susa. Secondo l’accusa francese, avrebbero sperimentato prodotti esplosivi e incendiari nei tunnel dismessi della Petite Ceinture parigina in vista di una possibile azione violenta contro le forze dell’ordine durante la mobilitazione contro la Torino-Lione.
Gli otto sono stati messi sotto inchiesta per associazione per delinquere e per detenzione e trasporto di prodotti incendiari in banda organizzata. Gli investigatori li collocano negli ambienti dell’ultrasinistra. E li considerano legati a Que la fac, collettivo studentesco autonomo indicato come vicino ad Askatasuna. La difesa contesta la consistenza dell’impianto accusatorio.
Il 12 agosto la Camera dell’istruzione di Parigi ha respinto la richiesta della Procura di mandarli in carcere, confermando il controllo giudiziario. L’indagine dovrà stabilire responsabilità e intenzioni individuali. Ma la saldatura internazionale cercata dall’antagonismo contro la Torino-Lione resta al centro dell’attenzione investigativa. A Ferragosto, almeno in Val di Susa, la prevenzione ha funzionato: nessun assalto. Nessuno scontro. E cantieri rimasti fuori dalla portata degli attivisti.