Gara tra Robin Hood
A sinistra avanza il Pup, Partito Unico della Patrimoniale: mazzata da 65 miliardi nel segno di Schlein, Landini e Salis
Tu chiamalo, se vuoi, Partito Unico della Patrimoniale: in una parola, Pup, qualcosa di liquido, al momento, qualcosa che sinistramente ricorda una sostanza che nei nostri ingenui ricordi di bambini non brillava per aroma e gusto. Nessuno sa cosa esattamente sia, ma tutti, a sinistra, sembrano avere una gran voglia di farne parte, soprattutto chi cerca pretesti politici per far fuori Matteo Renzi dal campo largo. Se a Milano oggi è andata in scena una vera e propria caccia grossa al ricco, con la manifestazione di Avs “Tax the rich“, che vede protagonisti Bonelli, Fratoianni e Ilaria Salis, da Roma la Schlein si agita molto per non restare esclusa dal safari dei Robin Hood post comunisti, nel terrore che Conte – insufflato dall’anti-renziano Travaglio – possa scavalcare a sinistra nell’ammucchiata populista contro i redditi medio-alti, tanto cara ai progressisti di tutto il mondo. Una tassa così potente, un bazooka così invasivo sui redditi che secondo le stime di alcuni economisti di sinistra potrebbe fruttare un gettito tra i 25 e i 65 miliardi di euro, da una a tre manovre finanziarie…
Lo “sweetest taboo” di Elly Schlein sulla patrimoniale
Non sarà un boccone così amaro, per il Pd, la patrimoniale, ma uno “sweetest taboo” da abbattere, come canterebbe la bellissima Sade. Elly lo fa capire a chiare lettere: “Per me non può essere un tabù una discussione su una tassazione sui miliardari a livello europeo”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein durante la presentazione di un libro su lavoro e salari a Roma, come riporta il quotidiano la Stampa. “Dopodiché so che ci sono idee anche diverse all’interno della nostra alleanza progressista e, come su ogni altro tema, discuteremo anche di questo”. Ma se un indizio non fa una prova, un Landini fa una certezza: c’era anche lui a sentire la Schlein parlare di patrimoniale come ipotesi in campo. Schlein concorda con lui sulla sulla necessità di “redistribuire” la ricchezza e il carico fiscale. Più facile, sostiene, mettersi d’accordo con gli alleati su un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, perché “non è possibile che l’aliquota sia solo al 26%, mentre per lavoratori dipendenti e pensionati è oltre il 40%”, riporta il quotidiano.
A Milano, intanto, va in scena la sfilata dei patrimonialisti, quelli del “Tax the rich, evento in realtà promosso a livello comunitario dalla European Left Alliance, una alleanza tra partiti di sinistra provenienti da tutto il continente. “Chiedere essere qualcosina a chi ha tantissimo è legittimo o no, per reinvestirlo nel senso del bene comune?”. Ma qualcosina quanto? E a chi?
Secondo la Stampa, il comitato “1% equo” ha depositato una proposta di legge di iniziativa popolare in Cassazione, lanciando una raccolta firme (traguardo: 50 mila entro il 15 novembre). Nel comitato promotore, più di trenta economisti, docenti universitari e politici di area Rifondazione comunista. Obiettivo: una tassa annuale sui patrimoni dei super ricchi e una riforma della tassa di successione. “Per la patrimoniale l’asticella è fissata a due milioni di euro, ferma restando l’esclusione della prima casa. In pratica, chi possiede un patrimonio fino a questo valore e un’abitazione principale non verserebbe più di oggi. L’imposta si applicherebbe alla ricchezza solo sulla parte eccedente la soglia dei due milioni di euro, secondo cinque aliquote: 1% sulla quota di patrimonio tra due e cinque milioni, 1,7% fra cinque e 8 milioni, 2,1% fra otto e 20 milioni. Oltre questo tetto, il prelievo sarebbe del 3,5%. Ma di quanti Paperoni parliamo? Stando alle stime, la platea interessata oscilla fra 215 mila e 505 mila cittadini per un gettito annuo, in uno scenario prudenziale, di 26 miliardi di euro extra che salirebbe a 65 miliardi, se più esteso”.
I grillini e la sponda con Avs, la destra aspetta…
Il grillino si dice d’accordo, ma non spiega. “La nostra idea per la patrimoniale è che se si vuole fare un ragionamento a livello europeo è un conto. Prendere e fare una patrimoniale qui in Italia dal nostro punto di vista non è un buon ragionamento perché le persone prenderebbero i loro averi e li trasferirebbero in Europa”, annuncia Francesco Silvestri del Movimento Cinque Stelle.
La destra, invece, wait and see: “All’annuncio dell’ennesima imposta patrimoniale, sbandierata senza nemmeno avere il coraggio di definire aliquote e platee, fino alla gestione del salario minimo a 9 euro, assistiamo al ritorno di un centralismo statale che soffoca chi produce. Sul tema del lavoro, in particolare, la segreteria Schlein sceglie la strada della propaganda facile, dimenticando persino le riflessioni serie nate all’interno del suo stesso partito”, attacca Lino Ricchiuti, vice responsabile nazionale del dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.
“A sinistra avanza un partito unico, quello della patrimoniale. Dal Pd di Elly Schlein alla Cgil di Maurizio Landini, passando per i Cinque Stelle di Giuseppe Conte e per i settori più ideologizzati del campo largo, la ricetta economica è sempre la stessa, immutabile da trent’anni. Una nuova tassa su patrimoni, case e risparmi”, tuona la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi in una lettera al direttore del Tempo, Daniele Capezzone, in cui aggiunge: “Il paradosso è che mentre il governo, con Forza Italia in testa, chiede all’Europa più flessibilità, un vero piano per la crescita in grado di sostenere l’industria europea e strumenti concreti per sostenere le nostre economie, le forze di una sinistra senza storia e senza futuro marciano compatte in senso opposto”. Secondo la Craxi “una patrimoniale non renderebbe l’Italia più giusta ma solo più povera”. ”Landini non si arrende e fa l’inno all’aumento delle tasse, alla patrimoniale ogni giorno. Non ha nemmeno bisogno di gettare la maschera perché lui, la Schlein, Prodi e tutta la sinistra italiana decantano le tasse ed invocano la patrimoniale, alcuni con più sfrontatezza altri rammaricati delle contrarietà di tanti italiani. Noi diciamo ‘no’ all’aumento delle tasse e ‘no’ alla patrimoniale. La sinistra già fa capire agli italiani che semmai dovesse tornare al governo, e non ci tornerà, ci sarebbero più tasse per tutti”, aggiunge il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, presidente della commissione Affari esteri.