L'anniversario
Strage di Capaci, il ricordo indelebile di Giovanni Falcone e della sua scorta. Le parole di Mattarella e Meloni
Il 23 maggio 1992 moriva Giovanni Falcone in un attentato terroristico-mafioso sull’autostrada A29 verso lo svincolo per Capaci. Una carica esplosiva da 300 chilogrammi era stata posta sul tragitto percorso dalla macchina del giudice, che per anni aveva lavorato al fianco di Paolo Borsellino e Rocco Chinnici. Con lui persero la vita Francesca Morvillo, sua moglie, e i poliziotti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Sono passati 34 anni dalla tragedia e le istituzioni continuano a ricordarne il coraggio e ad onorarne la memoria: stamani una corona d’alloro è stata posta dai ministri dell’Interno e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, dal capo della polizia, Vittorio Pisani, e dalla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo davanti alla stele di Capaci che ricorda le vittime dell’attentato mafioso pianificato dal boss di Cosa Nostra, Totò Riina. La sorella del giudice, Maria Falcone, durante una visita al museo del presente ha evidenziato che «il lavoro di Giovanni (Falcone ndr) e Paolo (Borsellino ndr) è stato fondamentale per lo Stato. Devo ringraziare quelle istituzioni che hanno resistito e non sono venute a patti con la mafia, cosa che la mafia avrebbe voluto fare».
Strage di Capaci, Mattarella: «Manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa»
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha onorato la memoria delle vittime in una dichiarazione diffusa dal Quirinale: «La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani». Poi ha ricordato che quel giorno «rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “La giornata della legalità”. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini»
Meloni a 34 anni dall’attentato: «Un momento per ricordare tutte le vittime»
La premier Giorgia Meloni ha ricordato Giovanni Falcone e tutte le vittime dell’attentato in una nota, sottolineando che «ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l’importanza della legalità e dell’impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza».
La Russa: «Il loro sacrificio resta un monito»
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto in occasione delle giornata, in una nota diffusa sui social, spiegando che il sacrificio di Falcone e delle vittime «resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la Nazione con coraggio, onore e senso del dovere. Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa».
Il ricordo dei ministri Nordio, Tajani e Piantedosi sulla strage di Capaci
«Io mi sento magistrato, prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante», ha sottolineato il guardasigilli Carlo Nordio, ricordando che «sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia. Purtroppo lui ha sacrificato la vita per un ideale che è quello di tutti noi: salvaguardare lo Stato e la sicurezza dei cittadini».
Sulla stessa linea d’onda è intervenuto anche il titolare del Viminale Matteo Piantedosi: «Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità».
Come ha spiegato anche Antonio Tajani, «il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta resta una ferita profonda nella storia italiana, ma anche uno dei simboli più forti del coraggio dello Stato nella lotta alla mafia. Ricordare Capaci significa rinnovare ogni giorno l’impegno in difesa della legalità, della giustizia e della libertà. È questo il modo più autentico per onorare il loro sacrificio e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni».
Metsola: «Non dimenticheremo mai»
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha rinnovato l’omaggio «al magistrato Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia. A 34 anni dalla strage di Capaci, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per la giustizia. Per il magistrato Falcone. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella ricerca della verità. Non dimenticheremo mai».