Dopo la tragedia
Sicurezza e immigrazione, Kelany va all’attacco: «La sinistra continua a negare l’evidenza sul radicalismo»
Dopo il caso Modena, la deputata di Fratelli d’Italia accusa il Pd di «buttare tutto sul disagio sociale» e boccia il modello multiculturale: «Ha creato marginalità e degrado»
«La sinistra continua a negare l’evidenza». Sara Kelany va dritta al punto. Il caso Modena, con l’attentato che ha riaperto lo scontro politico sul tema della sicurezza, diventa per la deputata di Fratelli d’Italia la prova di un errore che la destra denuncia da anni: minimizzare il radicalismo, coprire tutto dietro il disagio sociale e rifiutarsi di chiamare le cose con il loro nome. Il partito democratico insiste infatti sul profilo psicologico dell’attentatore. Kelany, al contrario, in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno ribalta la lettura e mette nel mirino quella che considera una rimozione politica sistematica. «Parlare semplicemente di disagio è un modo per non leggere le problematiche per come emergono». Non basta, sostiene, evocare fragilità personali per cancellare il contesto. «Il fatto che il soggetto abbia problemi psichiatrici non può eliminare il fatto emulativo, l’ipotesi che si tratti di un lupo solitario».
La realtà che la sinistra non vuole vedere
La deputata, nonché responsabile immigrazione del partito, richiama il materiale sequestrato dagli investigatori e avverte che archiviare troppo in fretta il tema integralista sarebbe un errore politico prima ancora che investigativo. «Sono stati sequestrati una serie di documenti a questo soggetto: non si può escludere per addentellati con realtà integraliste». Per Kelany «la sinistra “butta” tutto sul disagio sociale per non vedere il problema, un nodo che mina la sicurezza della nazione».
Dietro le sue parole c’è una linea precisa: Modena non è un episodio isolato: «La modalità del gesto compiuto richiamano modelli terroristici che hanno funestato l’Europa». Dall’attacco di Nizza ai coltelli usati negli attentati islamisti, fino «alle mail di odio contro i cristiani». Un riferimento netto.
«Il multiculturalismo ha fallito»
Lo scontro si allarga rapidamente all’Emilia-Romagna, regione che per anni la sinistra ha indicato come laboratorio di integrazione. Kelany la pensa all’opposto. «Alla prova dei fatti sono state fallimentari». La deputata parla di periferie abbandonate, regole saltate, integrazione mai davvero realizzata. «Il multiculturalismo non ha prodotto integrazione ma ha creato sacche di marginalità e di degrado».
Poi l’affondo. «In alcune realtà ci sono state forme di tolleranza culturale che hanno favorito anche l’isolamento delle donne velate». Per Fratelli d’Italia, il problema nasce proprio da quell’approccio che la destra definisce buonista: tollerare tutto per paura di apparire discriminatori, finendo però per lasciare crescere comunità separate e incompatibili con le regole italiane. Rivendicata, dunque, è la linea del governo Meloni: integrazione significa prima di tutto rispetto delle leggi e dei valori italiani. «Il buonismo delle sinistre è dannoso e da anni nelle nostre comunità cittadine».
Energia, l’appello a Bruxelles
Sul fronte economico, la deputata respinge le accuse del Pd contro il governo. Il bersaglio si sposta su Bruxelles e sui vincoli europei. «Il presidente Meloni ha chiesto all’Ue di assumere impegni seri sulle politiche energetiche». Secondo Kelany, davanti a una crisi che continua a colpire famiglie e imprese, l’Europa si muove troppo lentamente. «Di fronte a scenari di incertezza globali, non ci possono essere reazioni in tempi biblici». Da qui la richiesta di svincolare le spese energetiche dal Patto di stabilità per intervenire su caro-bollette e costo della vita.
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